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Su un campione di 503 pazienti

Concluso lo studio sul delirium, il lavoro dell'Hospice di Giussano pubblicato su una rivista internazionale

Lo specialista Matteo Beretta "Abbiamo dimostrato che una diagnosi precoce consente di incrementare e migliorare le aspettative e la qualità di vita dei pazienti”.

Concluso lo studio sul delirium, il lavoro dell'Hospice di Giussano pubblicato su una rivista internazionale
Attualità Caratese, 15 Giugno 2022 ore 11:45

La pubblicazione sulla rivista internazionale “Cureus” della seconda e più importante parte dello studio sul delirium (la prima era stata pubblicata a luglio dello scorso anno sulla rivista “Advancves in therapèy”), condotto dall'Unità Operativa Complessa di Cure Palliative di ASST Brianza, in collaborazione con l’Unità di Ricerca sul dolore dell’Istituto Mario Negri di Milano, con il supporto e finanziamento di ARCA onlus, conclude il lungo lavoro di ricerca intrapreso anni fa presso l'hospice di Giussano, riguardo una delle sindromi più diffuse e meno diagnosticate in ambito ospedaliero e domiciliare.

Concluso lo studio sul delirium

Il termine “delirium” - racconta Matteo Beretta, direttore della struttura di Cure Palliative dell’ASST - identifica “una condizione di confusione mentale, spesso accompagnata da agitazione psico-motoria, che si presenta nei pazienti ospedalizzati, specialmente tra gli anziani e i soggetti fragili (alcune statistiche riferiscono una prevalenza del delirium fino al 90% dei malati ricoverati), che può causare grandi sofferenze sia per i pazienti stessi che per i loro famigliari. Si tratta di una condizione clinica spesso sottovalutata che può incidere in maniera fortemente negativa sulla qualità della vita del paziente”.

Grazie al contributo economico da parte di ARCA Onlus, associazione che da anni sostiene l’hospice di Giussano, è stato analizzato, attraverso la somministrazione di un test di riconoscimento del delirium, un campione di 503 pazienti di ambito palliativo, sia ricoverati in hospice, sia seguiti a domicilio.

Una diagnosi precoce migliora la qualità della vita dei pazienti

“La ricerca ha evidenziato – aggiunge Matteo Beretta - come una diagnosi precoce possa influenzare gli esiti clinici e come sia possibile individuare sin dall’inizio del percorso di cura i prodromi della sindrome del delirium. Di fatto abbiamo dimostrato che una diagnosi precoce consente di incrementare e migliorare le aspettative e la qualità di vita dei pazienti”.

Questa seconda pubblicazione conclude un lavoro intenso e faticoso, durato anni, che ha richiesto un notevole sforzo professionale ed economico. “Le due pubblicazioni realizzate – sottolinea lo specialista dell’ASST che ha anche firmato la pubblicazione - sono il risultato finale di uno degli studi più approfonditi e complessi mai realizzati riguardo il tema delirium, nel campo delle cure palliative. Siamo certi che tutto questo lavoro non potrà che contribuire a implementare le nostre conoscenze scientifiche e migliorare le cure al servizio del malato”.

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