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Conquistano la vetta del Pizzo Coca

L'esperienza di un gruppo di escursionisti tra cui il vice presidente dell'Avis.

Conquistano la vetta del Pizzo Coca
Attualità Caratese, 11 Agosto 2022 ore 08:25

Cinque amici escursionisti hanno conquistato la vetta del Pizzo Coca.

Sulla vetta del Pizzo Coca

"La vista mozzafiato e il panorama che ti si presenta davanti agli occhi ti ripaga di ogni fatica". Sono queste le parole di Mario e Lorenzo Citterio, rispettivamente padre e figlio, accanto ai compagni di cordata, il sovicese Simone Canzi e Maurizio e Matteo Parravicini di Vergo Zoccorino arrivati a quota 3mila e 50 metri di altitudine sulla cima del pizzo Coca, la più alta vetta delle Orobie. Mario Citterio di Carate Brianza ma originario di Biassono è molto conosciuto in paese per il suo impegno nell’associazionismo. Attualmente è vicepresidente dell’Avis biassonese e ha ricoperto la figura di presidente del sodalizio per due mandati. Ha iniziato a donare il sangue all’età di 22 anni e il figlio ha seguito le orme del papà non solo nell’ambito dell’associazionismo ma anche nelle escursioni e nell’arrampicata. A ogni parete conquistata viene portato in alto il gagliardetto e la maglia dell’Avis. Il Pizzo Coca è meglio conosciuto come il "Re delle Orobie". La montagna è situata lungo lo spartiacque che divide la Val Seriana e la Valtellina.

L'esperienza

Il gruppo di amici ha affrontato l’alta via nell’ultimo fine settimana di luglio: partiti venerdì 29 luglio da Valbondione a quota 950 metri hanno raggiunto il rifugio Coca sotto una pioggia torrenziale. Il mattino seguente è iniziata la scalata con un dislivello di 1.200 metri con un forte vento raggiungendo la cima più alta delle Orobie dopo tre ore di arrampicata. La fatica è stata pienamente appagata dalla vista mozzafiato e dai colori che la natura sa offrire con quel cielo azzurro intenso. "Il tempo è stato a nostro favore, a parte la pioggia trovata il giorno prima. Mentre salivamo, poco prima dell’arrampicata, abbiamo incontrato gruppi di stambecchi e camosci che, sembravano non aver paura della nostra vicinanza. È stato molto impegnativo arrampicare, sempre in sicurezza e senza mai esporsi ai pericoli, ma soprattutto molto bello e divertente. Dalla vetta si poteva scorgere tutta la pianura padana e, in lontananza, la catena degli Appennini" hanno spiegato gli alpinisti che già pensano alla prossima conquista.

Il servizio è pubblicato anche sul Giornale di Carate in edicola da martedì 9 agosto 2022.

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