Commozione

Cornate ricorda Battista Crippa con la posa della pietra d'inciampo in sua memoria

La cerimonia si è tenuta questa mattina, in occasione del Giorno della Memoria, davanti al Municipio.

Cornate ricorda Battista Crippa con la posa della pietra d'inciampo in sua memoria
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Cornate ricorda Battista Crippa con la posa della pietra d'inciampo in sua memoria. La cerimonia si è tenuta questa mattina, in occasione del Giorno della Memoria, davanti al Municipio. Deportato a Mauthausen, Crippa è morto il 18 maggio del 1944 nel sottocampo di Ebensee.

Il saluto delle autorità

La cerimonia, come detto, si è svolta questa mattina, sabato 27 gennaio 2024, alla presenze della autorità cittadine. A introdurre la mattinata è stata l'assessore alla Cultura del Comune di Cornate Annamaria Arlati, che ha lasciato la parola al sindaco Giuseppe Felice Colombo.

"Circa 6.000.000 di persone hanno perso la vita, un cifra devastante e inconcepibile - ha spiegato il primo cittadino cornatese - Gli italiani non devono dimenticare quanto successo in passato, per fare in modo che non ricapiti più in futuro. In occasione del Giorno della Memoria sono organizzate tante iniziative come questa, proprio per evitare che un periodo così oscuro e tragico per il nostro Paese e per tutta Europa non possa capitare nuovamente. Per aiutare a non dimenticare siamo qui riuniti per depositare una pietra d'inciampo dedicata alla memoria del deportato cornatese Battista Crippa, che ha trovato la morte nei campi di concentramento nazisti. Anch'egli, come altri, vittima della follia razzista. Abbiamo aderito con estremo piacere al progetto delle pietre d'inciampo, nato dall'idea di un artista tedesco e promosso dalla Provincia di Monza e Brianza. Non potendo posizionare la pietra davanti alla storica abitazione di Battista Crippa, abbiamo deciso di posarla in un luogo simbolico della nostra città, ossia davanti all'ingresso del Municipio, la casa di tutti i cittadini".

In rappresentanza della Provincia di Monza e Brianza era presente la consigliera Antonella Casati.

"Grazie a tutti per l'invito, è un orgoglio per me essere qui oggi - ha commentato la consigliera delegata della Provincia - Porto a tutti i voi i saluti del Presidente Luca Santambrogio. L'evento a cui stiamo per assistere ha un significato molto profondo e arriva al termine di un percorso condiviso a livello provinciale, ma non solo. Iniziative come questa sono importanti perché fanno sì che le nuove generazioni possano sapere quanto accaduto in passato e fare in modo che certe cose non si ripetano più in futuro. E' importante però non ricordare queste cose solo oggi, ma tutti i giorni: "inciampando" in queste pietre sarà possibile farlo".

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Cornate Posa pietra d'inciampo per Battista Crippa
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La storia di Battista Crippa

La storia di Battista Crippa è stata illustrata attraverso un pannello installato in prossimità della pietra d'inciampo, e riassunta dagli studenti delle scuole di Cornate. Al loro fianco i parenti del deportato, che hanno ringraziato l'Amministrazione comunale di Cornate e le associazioni impegnate per la partecipazione all'iniziativa.

"Nasce a Cornate d'Adda, dove svolge la professione di contadino insieme alla moglie Maria Teresa Longhi, abitando a Cascina Preti, un tipico edificio rurale in cui vivevano sei famiglie. Le famiglie di Cascina Preti avevano accolto alcuni prigionieri serbi fuggiti da un campo di concentramento dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. La sera del 21 febbraio 1944, mentre gli abitanti della cascina erano riuniti nelle stalle per giocare a carte e condividere un momento di convivialità, i cani avvertono la presenza di estranei in avvicinamento. Il giovane Giuliano (10 anni) viene mandato dal padre Pietro a indagare sulla fonte di quell'agitazione ed è il primo a individuare i soldati della RSI e quelli tedeschi, che gli sparano ai piedi e lo feriscono, non riuscendo però a impedirgli di raggiungere le stalle e avvisare gli altri abitanti della cascina. Mentre alcuni di essi riescono a fuggire verso la vicina Cascina Sant'Angelo, Luigi Porta e Pietro Crippa cercano di resistere sbarrando il portone della stalla e barricandosi all'interno; Porta viene colpito ripetutamente con il calcio del fucile e morirà due giorni dopo l'attacco; Pietro e Giuliano riescono a nascondersi in una mangiatoia. Gli abitanti vengono messi al muro dai soldati, mentre i nazifascisti attaccano i prigionieri serbi che tentano di fuggire, uccidendone uno e ferendone altri due; mettono a soqquadro le abitazioni, sequestrano generi alimentari e oggetti di valore. Battista Crippa, sua moglie, i suoi figli e Mario Scotti vengono presi in ostaggio, e Battista è l'unico a non venire rilasciato. Sarà trasferito nel carcere di San Vittore a Milano e successivamente deportato a Fossoli (Carpi, provincia di Modena) con il convoglio del 7 marzo 1944, dove viene inserito nell'elenco dei prigionieri da trasferire in Germania. Da qui viene caricato sul convoglio partito da Firenze l'8 marzo che, facendo tappa a Fossoli, raggiunge il campo di concentramento di Mauthausen l'11 marzo. Qui Battista riceve il numero di matricola 57087 e viene classificato come Schutz haftling (arrestato per motivi di sicurezza, un'etichetta riservata ai prigionieri politici contraddistinti dal triangolo rosso). Sarà trasferito a Ebensee, un sottocampo di Mauthausen collocato in Alta Austria, dove morirà il 18 maggio 1944".

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Cornate Posa pietra d'inciampo per Battista Crippa
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