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intervista

Cosa sta succedendo nel mondo? Lo spiega Acinque

La multiutility ha organizzato un ciclo di incontri in cui si parlerà di geopolitica, innovazione ed energia. Si comincia da Lecco il 5 ottobre

Cosa sta succedendo nel mondo? Lo spiega Acinque
Attualità 27 Settembre 2022 ore 09:00

Un ciclo di incontri per aiutare a capire quanto sta accadendo nel mondo. Non solo; anche per offrire una chiave di lettura che, in mezzo a tanti cambiamenti, indichi quali sono le opportunità per un territorio come il nostro che vive di un’economia fondata sulle imprese manifatturiere. Un duplice obiettivo che Acinque cercherà di raggiungere parlando di geopolitica, innovazione, ricerca ed energia con esperti di grande valore, studiosi e figure chiave della ricerca, dell’università, del giornalismo, del design thinking. Dal sociologo Aldo Bonomi al giornalista Antonio Calabrò, dall’analista politica dell’Istituto Sant’Anna di Pisa Serena Viola Giusti all’astrofisico Stefano Covino.

Scenari per il futuro

L’interessante iniziativa è proposta da Acinque, nuova denominazione dal 1° di ottobre di Acsm Agam, società di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia e alla vivibilità dei centri urbani delle province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Sondrio e Varese. Titolo del percorso è “Scenari per il futuro – Conoscere. Comprendere. Agire #incomune” e avrà come primo appuntamento, aperto al pubblico, l’incontro “Crisi è opportunità: instabilità geopolitica e nuove prospettive” in programma il prossimo 5 ottobre al Politecnico di Lecco, a partire dalle 18.

Quali sono le ragioni che hanno spinto Acinque a organizzare questa serie di eventi?

L’abbiamo chiesto al suo presidente, Marco Canzi.

"Il nostro gruppo ha una matrice territoriale e ci siamo interrogati su come il nostro radicamento si potesse esplicitare al di là della produzione di servizi da erogare al territorio, al di là, insomma, del lato business. La domanda è stata: in quali altri modi, nell’ambito di una più ampia responsabilità sociale d’impresa, potevamo dar prova della nostra vicinanza al territorio? E visto che ora siamo in una fase storica difficile, abbiamo pensato di poter offrire dei momenti in cui relatori importanti, di altissimo livello, potessero confrontarsi con i territori in cui operiamo per poter avere una sorta di bussola in merito a quello che sta succedendo e che succederà".

Si parlerà di geopolitica, di imprese che cambiano, che confidano nella ricerca, che puntano sull’innovazione in scenari internazionali a volte imprevedibili…

"Stiamo vivendo un momento di discontinuità. La globalizzazione con cui ci stiamo confrontando dalla fine degli anni Ottanta sta cambiando e, soprattutto, sta perdendo la sua spinta propulsiva. Di conseguenza si sta affermando un assetto internazionale, dal punto di vista politico ma in particolare economico, che va mutando. E anche i nostri territori subiscono gli effetti della competizione tra macroaree. Nella definizione delle nuove forze, il tema delle risorse energetiche diventa, quindi, fondamentale. Lo vediamo con l’impatto che hanno gli incrementi dei prezzi: ricadono in modo pesante sulla nostra catena produttiva che si basava su un certo equilibrio nella fornitura di energia che oggi è coinvolto. Quindi le imprese hanno bisogno di capire come cambiare se stesse per restare sul mercato e continuare a competere a livello internazionale. Ecco perché servono degli esperti di geopolitica, di scenari energetici, che ci sappiano dare un’interpretazione dei fenomeni di trasformazione territoriale, e soprattutto che ci spieghino come affrontare questi cambiamenti, l’innovazione e la digitalizzazione: sono gli argomenti dei nostri incontri".

Quali benefici potrà trarre da questa iniziativa il mondo economico?

"Innanzitutto la possibilità di un confronto con esperti che aiutino ad alzare lo sguardo per vedere al di là dell’orizzonte e guardare più lontano. Le nostre imprese, soprattutto quelle che competono sui mercati internazionali, sanno già orientarsi, ma avere la possibilità di confrontarsi con degli esperti su questi ambiti può essere un’occasione preziosa per trarre qualche elemento in più di valutazione".

Sono temi che parlano anche al mondo istituzionale ...

"È evidente che in prima linea, ad affrontare i cambiamenti, ci siano gli enti pubblici, in particolare quelli territoriali, i primi ad affrontarne le conseguenze sociali: si pensi all’esperienza della pandemia e all’emergenza energetica. Il confronto con questi esperti potrà aiutare a capire quali saranno le conseguenze sociali dei cambiamenti in atto, come impatteranno e che cosa il pubblico può fare".

Ritiene che l’attenzione di Acinque verso i territori in cui opera, possa essere proficua in termini di business?

"In senso lato sì, perché tutto quello che noi facciamo a favore del territorio lo aiuta a crescere; e tanto meglio sta dal punto di vista economico, tanto meglio stiamo noi come azienda che offre servizi sul territorio. È una sorta di circolo virtuoso: tutto quello che possiamo fare perché il nostro territorio sia in buona salute ovviamente si traduce in possibilità di lavoro anche per noi".

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