Degrado e incuria

Da polmone verde a “giungla” urbana: il Parco della Sorgente è un fortino della disperazione

Tra bosco selvaggio, spaccio e dormitori abusivi: il parco «Madre Teresa» di Lesmo soccombe all’incuria mentre i residenti chiedono sicurezza

Da polmone verde a “giungla” urbana: il Parco della Sorgente è un fortino della disperazione

Dovevano esserci i sorrisi delle famiglie, le urla dei bambini su scivoli e altalene e il viavai dei carrelli della spesa; ci sono invece i rovi che inghiottono i sentieri e il silenzio inquietante di un’area sottratta ormai da troppo tempo alla cittadinanza. Un polmone verde che attende che l’Amministrazione comunale di Lesmo batta un colpo nel tentativo di recuperare un piccolo gioiello che si trova incastonato tra le frazioni Peregallo di Lesmo e La Cà di Arcore, accanto ad un centinaio di famiglie.
Il Parco pubblico “Madre Teresa di Calcutta” (noto come Parco della Sorgente), inaugurato nel 2009, a quasi 5 anni dalla sua chiusura, è diventato il simbolo plastico del degrado urbano a Lesmo: un’area verde trasformata in una giungla impenetrabile che nasconde un «buco nero» di illegalità.

La “Hollywood” di Peregallo: quando la Sorgente era un set

Per capire l’entità dello scempio attuale, bisogna guardare indietro. I residenti più anziani ricordano ancora con orgoglio quando quel quadrilatero non era un ricettacolo di rifiuti, ma una piccola eccellenza nazionale. Fino agli anni ’70, accanto alla cava di estrazione, brillava un laghetto artificiale alimentato da acqua sorgiva. Era un angolo di paradiso così suggestivo da trasformarsi in un set a cielo aperto: qui furono girati decine di fotoromanzi e spot pubblicitari famosi, con attori e troupe che portavano un tocco di glamour tra Lesmo e Arcore. Un luogo d’acqua e luce che sembrava destinato a restare il cuore azzurro del paese.

Un sogno tradito: dai disegni dei bambini all’ecomostro

Il progetto di riqualificazione del 2009 sembrava voler onorare quella storia. Con i suoi 15mila metri quadrati, il parco era stato immaginato seguendo le linee guida dei disegni realizzati nel 2006 dai bambini della scuola primaria «Alessandro Manzoni». Il piano era poetico: zone colorate per diverse attività, tabelloni illustrativi e un’area «azzurra» dedicata proprio alla memoria di quella sorgente storica. Doveva nascere un polo di servizi per gli anziani del quartiere, con un market alimentare, un bar e un centro benessere. Oggi, di quel sogno resta solo lo scheletro in cemento della struttura commerciale: un ecomostro mai finito che, anziché cibo e benessere, offre riparo notturno a sbandati in un dormitorio abusivo immerso nel degrado.

La rabbia dei residenti e l’accesso da via della Cava

“Vedere questo scempio fa male al cuore, soprattutto pensando a come lo avevamo immaginato con i nostri figli», racconta un residente. «La sera è un continuo viavai», denunciano gli abitanti. «C’è chi scavalca le recinzioni e chi entra direttamente dalla via. Sappiamo che lì dentro, protetti dal bosco incolto, si muove con tutta probabilità anche un giro di spaccio che non ci fa dormire tranquilli». A far storcere il naso anche la recente comunicazione dell’Amministrazione comunale guidata riguardo alla «Manutenzione Straordinaria del Verde 2026”.

Un piano che parla di «Sicurezza e Cura del Territorio» con interventi in via Begaggina, via Cavour e via Maggi, ma che non dedica nemmeno una riga al Parco Madre Teresa.
“Si preoccupano della stabilità dei cedri in via Caduti per la Patria, ma qui abbiamo un’intera area boschiva che è diventata una base logistica per l’illegalità”, concludono i residenti.

La risposta del Comune

Non si è fatta attendere la risposta dell’Amministrazione comunale per voce dell’assessore Federico Mistò.

“Siamo al corrente di questa situazione incresciosa e stiamo facendo di tutto per risolvere la situazione – ha sottolineato Mistò – Noi avevamo già in passato alzato la voce con la proprietà dell’edificio chiedendo che venga messo in sicurezza. Noi abbiamo chiuso il parco in maniera temporanea ma si tratta di un’area pubblica. Con la proprietà il dialogo è aperto e auspichiamo che possa andare presto in porto il completamento delle opere in maniera da poter riaprire il parco. Ovviamente abbiamo già allertato le Forze dell’Ordine per un maggiore controllo sugli accessi abusivi nell’area, soprattutto la notte”.