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Dal dentista l'impronta digitale ha preso il posto dei vecchi materiali

Gli scanner introrali sono confortevoli garantendo, nel contempo, comodità e precisione

Dal dentista l'impronta digitale ha preso il posto dei vecchi materiali
Attualità 08 Giugno 2022 ore 04:00

Uno dei maggiori contributi che la tecnologia ha portato nel settore odontoiatrico riguarda sicuramente la tecnica per il rilevamento dell'impronta digitale.

Impronta digitale: le innovazioni hi-tech

Il mondo “informatico” e tutto ciò che lo compone ha sviluppato una tecnologia in grado di convertire immagini e oggetti in formati “digitali” ovvero gestibili con i computer.
Le tecniche di scansione nascono nel 1957 con scanner bidimensionali che consentono di digitalizzare fotografie e testi. La tecnologia si evolve e gli scanner diventano tridimensionali aprendo prospettive produttive sorprendenti. Nel nostro settore gli scanner compaiono nei laboratori odontotecnici per trasformare le impronte e i modelli di lavoro in gesso in file per eseguire progettazioni e lavorazioni digitali. I primi scanner intraorali compaiono intorno al 1990 con macchine che consentono piccole scansioni e lavorazioni limitate a uno o pochi denti contigui, con il secondo millennio la tecnologia si evolve sia come possibilità operativa che precisione. Da allora questa metodica evolve fino a diventare un valido sostituto delle impronte odontoiatriche anche quando si richiede un elevato grado di precisione.

Gli scanner intraorali

La nostra esperienza con gli scanner intraorali inizia dieci anni fa, e da allora questo strumento ha sostituito quasi completamente le tecniche di impronte analogiche.
Fino ad allora per il rilevamento dell’impronta del paziente ci si avvaleva di materiali (alginati, siliconi ecc..) che venivano posizionati in bocca al paziente con il supporto di un “cucchiaio” che indurivano nel giro di pochi minuti. Questa operazione in molti pazienti generava in oggettivo fastidio per la vicinanza del materiale alle aree posteriori della bocca, inoltre per molti questa manovra risultava inapplicabile per la sensazione di ostruzione delle vie respiratorie. La tecnica di impronta digitale con l’utilizzo degli scanner intraorali minimizza o annulla queste spiacevoli sensazioni.

Le dimensioni di uno spazzolino da denti

Si utilizza uno strumento con le dimensioni della parte intraorale poco più grande uno spazzolino da denti che esegue una sequenza di microfotografie che unite una all’altra costruiscono un modello tridimensionale della vostra bocca. Il grosso vantaggio di questo sistema è la possibilità di interrompere l’impronta in ogni momento per riprenderla senza aver perso le informazioni; questo significa che possiamo procedere con l’acquisizione rispettando i tempi ed il fastidio arrecato al paziente.
L’immagine che si ottiene rispetta fedelmente i colori e le forme di tutti i tessuti del cavo orale compreso i tessuti molli. Sull’impronta ottenuta si possono eseguire numerose lavorazioni, la prima e più semplice e la comunicazione con il paziente, e possibile mostrare tutte le zone della bocca anche le meno accessibili e discutere insieme il piano di lavoro o contribuire individuando le possibili patologie.

L’impronta digitale

L’impronta contiene informazioni sul colore ottenute attraverso uno spettrofotometro, e facilmente controllabile prima che il paziente venga dimesso ed è facilmente modificabile senza dovere re intervenire riprendendo tutta l’impronta. Sempre sulla stessa impronta, associando una fotografia del viso, si può creare uno “smile design”, una simulazione completamente digitale di come la riabilitazione protesica programmata si inserisce nel nostro sorriso modificandolo, in maniera tale che il paziente possa vedere l’ipotesi del risultato finale prima di intraprendere il trattamento. Il file così generato viene inviato a macchine fresatrici in grado di convertire il progetto dentale in protesi con diversi materiali: resine compositi o zirconio (ceramici). Trattandosi poi di un file informatico non va incontro a logoramento; quindi, l’impronta è facilmente archiviabile e riutilizzabile anche dopo lungo tempo.

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Più ecosostenibilità

Non stona poi sottolineare come questa tecnologia vada a ridurre gli scarti generati dai materiali da impronta, rendendo lo studio odontoiatrico un ambiente più ecosostenibile.
Le protesi ottenute con questa tecnologia ormai collaudata da quasi 20 anni rappresenta il massimo che la collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico può offrire, la componente artistica dei medici e dei tecnici affianca la qualità e la precisione offerti dalle nuove tecnologie che rappresentano un’area di grande interesse per chi investe quindi in costante miglioramento.

Impronta digitale: informazioni

Per informazioni e prime visite è possibile contattare lo studio del dottor Paolo Arosio, agli indirizzi sotto indicati.

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