Attualità
Besana in Brianza

«Dedichiamo un parco ai garibaldini besanesi»

La proposta del presidente della Pro Loco durante la cerimonia dedicata al bisnonno che combatté per l’unità d’Italia.

«Dedichiamo un parco ai garibaldini besanesi»
Attualità Caratese, 05 Febbraio 2022 ore 16:00

Si racconta di un scambio freddo tra Giuseppe Garibaldi e re Vittorio Emanuele II. E’ l’alba del 26 ottobre del 1860, a Teano, teatro del memorabile incontro che concluse la spedizione dei Mille. Ma la versione che ne diede il besanese Giovanni Viganò è diversa; lui, trombettiere dei Bersaglieri della Brigata Eber, visse in prima persona la scena entrata nei libri di storia e scrisse sul suo diario che, in realtà, il generale e il sovrano sabaudo «si baciarono e abbracciarono».
E’ uno degli aneddoti raccontati con l’abituale passione dal presidente della Pro Loco, Angelo Viganò, mercoledì mattina della scorsa settimana, in occasione della cerimonia celebrata nel cimitero del capoluogo per il centenario della scomparsa del suo bisnonno, avvenuta il 26 gennaio del 1922.
Classe 1840, nato a Besana superiore, Giovanni Viganò dedicò tredici anni della sua vita al sogno dell’Unità d’Italia, per poi tornare a casa, continuando a spendersi per la comunità da assessore, fondatore e consigliere della Società Operaia, membro della Congregazione di Carità, presidente della Società del Gas, sostenitore del progetto del nuovo viale della stazione. Sempre orgoglioso del medagliere meritato sul campo.

«Dedichiamo un parco ai garibaldini besanesi»

Davanti alla sua tomba avvolta nel tricolore, mercoledì si sono riuniti, oltre al pronipote, anche il sindaco Emanuele Pozzoli, il consigliere regionale e comunale Alessandro Corbetta, il parroco don Mauro Malighetti ed un piccolo capannello di persone. Una presenza che avrebbe fatto piacere a Giovanni che da ottuagenario soleva ripeteva: «Noi garibaldini non abbiamo ottenuto grandi riconoscimenti in vita, sarebbe bello averli per far capire che qualcosa abbiamo fatto per questa benedetta Italia...». Il suo desiderio potrebbe essere realizzato oggi, con l’intitolazione di un parco ai garibaldini: il presidente della Pro loco ha colto l’occasione della cerimonia per lanciare l’idea al primo cittadino. Un omaggio non solo a Viganò, ma a numerosi altri besanesi tra i circa 850 volontari che partirono dal nostro territorio per dare il proprio apporto alle guerre risorgimentali. Così come alla gente comune che sostenne Garibaldi, anche con una sottoscrizione partita in città con la spinta del parroco dell’epoca.

«La storia, quella con la “s” maiuscola, è fatta da braccia e mani di tanta gente che portava i nostri cognomi, viveva nelle nostre case, conosceva il nostro paese», l’intervento del primo cittadino. Tocca a «noi farci carico di conservare la memoria di queste gesta eroiche», consapevoli che «la storia ora passa delle nostre braccia e dalle nostre mani». «Tutti possiamo fare la differenza: oggi è il nostro momento», ha concluso Pozzoli, con un sentito ringraziamento alla Pro Loco.

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