Iniziative

Diasastro diossina, per i 50 anni una mostra e una tavola rotonda

Il sindaco: "Ricordare significa soprattutto rendere omaggio alla forza eccezionale della Brianza che ha saputo reagire, trasformando un dramma epocale in una straordinaria occasione di riscatto".

Diasastro diossina, per i 50 anni una mostra e una tavola rotonda

Per ricordare il disastro della diossina di Seveso, avvenuto il 10 luglio 1976, a Desio in programma una mostra fotografica e una tavola rotonda. La mostra si terrà dal 5 al 20 settembre in Villa Tittoni, la tavola rotonda è fissata per  lunedì 28 settembre.

Due appuntamenti  per ricordare i 50 anni del disastro della diossina

Il Comune di Desio in concomitanza con l’anniversario, il 10 luglio, non ha organizzato iniziative, ma ha rimandato a settembre il ricordo del disastro dell’Icmesa di Seveso, che ha avuto ricadute anche sul territorio desiano. “Diossina e salute umana: 50 anni di insegnamenti”  è il titolo della tavola rotonda in programma per lunedì 28 settembre alle 21 allo Spazio Sthendal dii Villa Tittoni (via Lampugnani).  L’evento  si propone di mettere in luce il ruolo fondamentale che la struttura sanitaria e scientifica di Desio ha avuto nello studio e nel superamento dell’emergenza, ponendo le basi per standard di medicina preventiva e ambientale riconosciuti a livello internazionale.

Tavola rotonda in Villa Tittoni

Alla tavola rotonda in Villa Tittoni interverranno il sindaco, Carlo Moscatelli, il professor Paolo Mocarelli,  già primario dell’ospedale di Desio (Servizio di Medicina di Laboratorio) all’epoca del disastro provocato dalla diossina, il dottor Stefano Signorini, medico dell’ospedale cittadino (Servizio di Medicina di Laboratorio) e Marzio Marzorati, presidente dell’Agenzia InnovA21. L’incontro sarà moderato da Silvio Caimi, esperto della memoria storica di Seveso e storico collaboratore del professor Mocarelli.

Il commento del sindaco

Così ha dichiarato il sindaco, Carlo Moscatelli:
“Ricordare il disastro dell’Icmesa a cinquant’anni di distanza non è soltanto un atto di doverosa memoria verso le ferite, la paura e i sacrifici che hanno segnato la nostra terra nel 1976. Significa soprattutto rendere omaggio alla forza eccezionale con cui la comunità di Desio e dell’intera Brianza ha saputo reagire, trasformando un dramma epocale in una straordinaria occasione di riscatto, innovazione e speranza”.