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Dieta per i beni comunali: Besana mette in vendita il «Latcho Drom» e l’ex scuola di Valle Guidino

Il Comune ha deciso di cedere anche due terreni a Vergo Zoccorino

Dieta per i beni comunali: Besana mette in vendita il «Latcho Drom» e l’ex scuola di Valle Guidino
Attualità Caratese, 15 Maggio 2022 ore 12:09

Due immobili ed altrettanti terreni di proprietà comunale vanno sul mercato. Dallo loro cessione, il Comune di Besana in Brianza confida di mettere in cassa un gruzzolo da circa 800 mila euro da utilizzare, probabilmente, per la riqualificazione del centro sportivo di via De Gasperi unitamente ai 700 mila euro in arrivo dal Governo con il bando «Sport e Periferie - anno 2020».

Ex scuole in vendita

Si tratta dell’ex scuola dell’infanzia di via De Amicis, nella frazione di Valle Guidino, e dell’ex primaria di via San Camillo a Cazzano. Quest’ultima - nota anche come «Latcho Drom», dal nome del centro di aggregazione giovanile ospitato dopo la chiusura della scuola - è stata negli anni al centro di una lunga serie di progetti finiti uno dopo l’altro nel cassetto: dallo spazio polifunzionale, con tanto di sala prove per le band besanesi, locali per cineforum e teatro al polo dell’emergenza dove avrebbero trovato sede condivisa, tra gli altri, anche Protezione civile che Croce Bianca grazie al piano attuativo di Cascina San Giovanni. Si aggiungono inoltre due terreni a Vergo Zoccorino, accessibili da via Pavese, traversa di via Brioschi.
Se ne è parlato settimana l'altra, durante la seduta del Consiglio comunale. Sul tavolo, il piano delle alienazioni 2022 e la conseguente variante al Pgt propedeutica alla trasformazione dei beni pubblici in vendita in ambiti residenziali. Da struttura di servizio ad abitazione.

"Mantenerli costa troppo"

Duplice la ragione alla base della scelta della Giunta, spiegata dall’assessore all’Urbanistica Luca Viviani e dal sindaco Emanuele Pozzoli. Per quanto concerne i terreni, «chiusi» tra edifici privati, l’obiettivo è mettere fine ai problemi legati al loro utilizzo abusivo da parte di chi non solo «vanta diritti inesistenti» ma che causa anche litigi tra dirimpettai. Passando agli ex plessi scolastici, il motivo gravita intorno ai costi di stabili ormai vetusti la cui manutenzione pesa sul bilancio comunale nonostante il mancato utilizzo.
«Lo scorso anno abbiamo speso 610 mila euro solo di acqua, luce e gas - ha detto il primo cittadino - Con i prezzi in continuo aumento, ha senso che il Comune possieda così tanti immobili? La risposta, per noi, è negativa».
Cura dimagrante, quindi, per le proprietà comunali - soprattutto ora, «con l’edilizia in ripresa, è il momento giusto di vendere», ha sottolineato Pozzoli -, distrazione di risorse da obiettivi non ritenuti prioritari e rifunzionalizzazione di quelle ritenute strategiche in capoluogo e frazioni, come i locali di via Pascoli, a Villa Raverio, che nelle prossime settimane riapriranno i battenti.
Piano e variante sono passati con i soli voti della maggioranza, astenuto Pierangelo Alfieri, contrario il centrosinistra, soprattutto sulla cessione dell’area di Cazzano, pezzo più pregiato tra quelli sul mercato.

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