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Varedo

Dona vestiti, cibo e... poesie al popolo ucraino

La scrittrice varedese Giusy Villa ha destinato parte della sua pensione alle vittime del conflitto: «Era la cosa giusta da fare».

Dona vestiti, cibo e... poesie al popolo ucraino
Attualità Desiano, 17 Aprile 2022 ore 18:00

«Ho rinunciato alla mia pensione per regalarti quei pochi euro in cibo e vestiti per i piccolini e per i soldati. Non temere, non temere, abbi tanto coraggio». Questo è solo uno dei tanti messaggi con cui la varedese Giusy Villa, 77 anni, ha decorato gli scatoloni colmi di beni di prima necessità destinati alla popolazione ucraina. Al loro interno c’erano soprattutto coperte e vestiti, più o meno pesanti per i più piccoli ma anche indumenti destinati alle donne e agli uomini che, a causa della tragedia del conflitto, hanno perso tutto. «Nel mio piccolo ho cercato di aiutare queste povere persone che stanno soffrendo – ha raccontato Giusy – La mia donna di servizio, che è ucraina, mi ha consigliato di donare tramite un’associazione di Cesano Maderno e così ho destinato una parte della mia pensione alle vittime del conflitto. Era la cosa giusta da fare».

Dona vestiti, cibo e...poesie al popolo ucraino

A differenza dell’enorme quantità di pacchi e materiale raccolto grazie alla generosità dei cittadini, gli scatoloni di Villa sono subito saltati all’occhio per i vivaci colori e le frasi che ne accompagnavano il contenuto. La donna, infatti, è stata professoressa di Letteratura italiana, Storia e Filosofia ma anche scrittrice e poetessa tanto che, nel 1999 la cittadinanza Varedese le ha conferito l’ambito riconoscimento di poetessa dell’anno.

«Ho sentito l’esigenza di accompagnare gli scatoloni con delle poesie perché sono molto sensibile agli eventi storici mondiali – ha spiegato la donna, da sempre appassionata di poesia, sin dall’età di 13 anni - Volevo offrire il mio aiuto, non solo a livello materiale ma volevo anche offrire supporto e conforto morale attraverso le parole».
Esigenza che l’ha spinta anche a comporre un testo poetico dedicato proprio alla nazione lacerata dal conflitto: «Ucraina, dolce e sincera e bella che noi amiamo tanto e ti salverà, tu non perdere la speranza, tutto questo male finirà. Che l’Iddio dell’infinito sia con te e i suoi angeli proteggano i tuoi bimbi, poveri, teneri, innocenti. Piango per te e prego e supplico il Signore».

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