Scoppia la polemica alla Chart VRV di Ornago, dove l’azienda multinazionale la scorsa settimana ha comunicato il licenziamento di due dipendenti.
Due licenziamenti alla Chart VRV di Ornago: sindacati sul piede di guerra
Un fulmine a ciel sereno che la Fiom Cgil ha subito contestato, chiedendo all’azienda americana l’immediato reintegro delle due persone.
“Il giorno 27 febbraio l’azienda ha consegnato in modo coatto, immotivato e con effetto immediato a due dipendenti le lettere di licenziamento a seguito di una riorganizzazione aziendale che esternalizza le attività di verniciatura in appalto – si legge nella nota diramata da Fiom Cgil – Le RSU VRV hanno chiesto un incontro urgente all’azienda tenutosi oggi, 2 marzo. Nel corso dell’incontro si è chiesto il ritiro dei licenziamenti. La Direzione Aziendale ha confermato la legittimità della sua decisione ribadendo che per loro non ci sono soluzioni alternative”.
Decisione per la quale i lavoratori hanno dunque deciso di incrociare le braccia, con uno sciopero previsto già per la giornata odierna.
“Le RSU, i lavoratori e le lavoratrici sgomenti e increduli di quanto accaduto durante la giornata di venerdì, hanno deciso di incrociare le braccia, già nella giornata di oggi con 2 ore di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro”.
“Un fulmine a ciel sereno”
Come detto, il provvedimento adottato dall’azienda è stato contestato duramente dalle sigle sindacali e definito come un “fulmine a ciel sereno”, in quanto secondo i sindacati non sarebbero state comunicate criticità o problematiche da parte dell’azienda nel corso degli ultimi incontri.
“La FIOM CGIL e le RSU aziendale avevano incontrato l’azienda il 16 febbraio sull’andamento produttivo ed occupazionale e l’azienda non aveva comunicato nessun processo di riorganizzazione che avesse impatto sui livelli occupazionali, anzi nel corso dell’incontro con il sindacato e anche nei “meeting con i dipendenti” organizzati dalla stessa azienda pochi giorni prima dal nuovo Amministratore Delegato l’azienda aveva presentato una situazione aziendale positiva e l’incremento dei livelli occupazionali previsto nel corso del 2026 – prosegue la nota – Siamo ancora di fronte ad una multinazionale che pensa di far pagare le loro scelte riorganizzative e la riduzione dei costi alle lavoratrici ed ai lavoratori con i licenziamenti! Per i lavoratori e le lavoratrici e le OO.SS. questa decisione aziendale è inaccettabile”.
Per protestare contro la decisione, le sigle sindacali hanno inoltre organizzato uno sciopero anche per la giornata di mercoledì 4 marzo:
“Il prossimo mercoledì 4 marzo sono previste 2 ore di sciopero per ogni turno di lavoro con presidio e concentramento dalle ore 11 alle 15 davanti alla portineria dello stabilimento in via Burago 24 ad Ornago”.