Una panchina rossa, anzi due, come segno di tutte quelle donne che hanno perso la vita o hanno subito violenze. Domenica mattina di riflessione a Carnate e a Ronco Briantino, dove in occasione della Festa della donna sono state inaugurate due panchine rosse, simbolo ormai diffuso che mira a visualizzare negli spazi pubblici e privati la lotta per la consapevolezza, l’informazione, la prevenzione e la sensibilizzazione contro la violenza di genere e il femminicidio.
Due luoghi di memoria, ma anche di responsabilità
A Carnate la seduta (che in precedenza trovava posto proprio davanti alla stazione ma è stata poi spostata e riqualificata dopo un periodo di abbandono) è stata ora posta all’interno dei giardini Corno di via Pascoli. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Circolo culturale sardo “R. Piras”, ha riunito la comunità in un momento di profonda riflessione. La panchina, collocata nell’area verde è stata donata proprio dal Circolo sardo alla cittadinanza.

L’inaugurazione a Carnate
Il rosso, colore scelto per queste installazioni in tutta Italia, richiama infatti il sangue versato dalle vittime di femminicidio e invita a non abbassare l’attenzione su una piaga ancora purtroppo attuale:
“La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani – ha ricordato il sindaco Rosella Maggiolini – Ci tengo a ricordare che la festa della donna non è solo oggi, ma è tutti i giorni. Per questo iniziative come questa sono importanti: trasformano uno spazio pubblico in un luogo di memoria e di consapevolezza. Ringrazio il Circolo per questo gesto di sensibilità”.
Proprio dall’associazione è arrivata la volontà di lasciare un segno concreto a Carnate, come rimarcato dalle due referenti:
“Abbiamo voluto donare questa panchina come simbolo di rispetto e di impegno contro ogni forma di violenza”

Taglio del nastro anche a Ronco
Identica cerimonia qualche kilometro più in là, a Ronco Briantino. In questo caso la panchina è stata donata alla comunità dal gruppo Alpini, che hanno predisposto la sua installazione lungo la pista ciclopedonale di via don Gnocchi, a pochi passi dalla Baita delle Penne Nere:
“Questa panchina vuole essere un simbolo che ci invita a riflettere sul sangue delle troppe donne vittime di violenza, ma anche sulla responsabilità che tutti abbiamo nel riconoscere e proteggere – le parole dell’assessore Alessandra Ripamonti – La violenza, infatti, cresce nel silenzio, nell’indifferenza e nei comportamenti che vengono minimizzati. Grazie agli Alpini, che con questa donazione consegnano un simbolo e un messaggio forte alla comunità, invitata a stare dalla parte del rispetto e della dignità delle persone, perché la violenza è una ferita sociale e collettiva che riguarda tutti noi”

Il cappello e le scarpette
La panchina rossa, dunque, non diventa solo luogo di memoria, ma anche e soprattutto di responsabilità e impegno. Come ha ricordato il capogruppo Emanuele Leoni:
“Questa iniziativa, pensata e proposta dai nostri Germano Cantù e Vincenzo Previtali, vuole essere un simbolo visibile e quotidiano che ci ricorda come il silenzio non è mai la soluzione. Ogni donna ha il diritto alla libertà, alla sicurezza e al rispetto: questo impegno riguarda tutti noi”
Sulla seduta sono stati posti un cappello alpino “segno di appartenenza alla comunità” e un paio di zoccoli rossi, “segno del lavoro e del cammino che, partendo da qui, dobbiamo percorrere per costruire una cultura del rispetto”
