Dopo un primo importante intervento, recentemente conclusosi, di pulitura e manutenzione ordinaria dei Quadroni della navata centrale (capolavoro pittorico che racconta le origini longobarde della Basilica, gli episodi salienti della vita della regina Teodolinda e la storia della Corona Ferrea), è ora la volta della messa in sicurezza della copertura e del restauro degli splendidi affreschi del sottotetto.

Un investimento da oltre un milione
Un progetto promosso dalla Fondazione per il Duomo di Monza, ente filantropico nato a febbraio 2025 all’interno della Fondazione della Comunità Monza e Brianza, la cui mission è quella di sostenere il restauro, la manutenzione e la valorizzazione della Basilica di San Giovanni Battista e del suo patrimonio storico artistico. Il 30 settembre la presentazione di quello che è dunque il secondo, corposo intervento promosso dal fondo: un’opera di consolidamento e messa in sicurezza strutturale del tetto del Duomo, affiancata dal restauro degli affreschi del XIV e XV secolo custoditi nel sottotetto, preziosa testimonianza della più antica storia dell’edificio, oggi collocata in un’area inaccessibile al pubblico. Costo stimato, un milione e centomila euro.
Al termine dei lavori – che vanno ad aggiungersi alle opere effettuate negli anni e che hanno arricchito il complesso della Basilica, a partire dal consolidamento statico del campanile, passando poi per la costituzione del museo, il restauro della Cappella degli Zavattari e gli interventi sulla facciata – questo patrimonio sarà per la prima volta reso fruibile presso il Museo e Tesoro del Duomo attraverso apparati iconografici e dispositivi tecnologici pensati per raccontarne la storia e il valore.
«Si celano tesori straordinari»
«Dopo i diversi interventi già effettuati sul campanile e sulla facciata, è ora giunto il momento di pensare alle parti comuni dell’edificio – ha spiegato l’ingegnere Mauro Mariani, monzese dello studio associato Bbm Architettura Ingegneria Urbanistica di Monza -. Ovvero quelle aree che non sono visibili a tutti, ma che svolgono l’importantissima funzione di proteggere dagli eventi atmosferici i tesori posti sotto di essi. È il caso delle coperture, del tetto e in particolare della copertura della navata centrale». Un luogo in cui, ha svelato l’ingegner Mariani, «si celano tesori straordinari, nascosti ora dalle volte seicentesche: affreschi, strutture lignee che sorreggono la copertura. È indispensabile mettere mano al manto in coppi per dotare la chiesa di un tetto sicuro».
Un primo importante intervento, in tal senso, è già stato svolto, innanzitutto provvedendo alla pulizia e alla sanificazione del sottotetto e col rilievo geometrico della struttura con la tecnica del laser-scanner che ha restituito con grande precisione lo stato di fatto dell’interno, mentre l’esterno è stato “mappato” con l’uso dei droni. «A oggi non esiste un rilievo completo dell’edificio – ha sottolineato ancora l’ingegner Mariani -. Spero che la Fondazione possa andare a sopperire a tale mancanza che non permette di valutare efficacemente gli interventi via via necessari».
GUARDA LA GALLERY (4 foto)
Un impegno duratura e condiviso
Al momento è terminata la campagna di indagini conoscitive sui materiali delle strutture del tetto, approvata dalla Soprintendenza. «Una volta ricevuti i risultati delle analisi di laboratorio che si stanno svolgendo in questi giorni, si potrà procedere con la progettazione degli interventi che, per ora, riteniamo saranno di tipo localizzato per le strutture della navata della chiesa medievale che si estende per circa i tre quarti della navata centrale – ha proseguito -. Mentre saranno di tipo più generale per la copertura della volta, sotto la quale si trova l’organo a canne». Intervenire sulla copertura del Duomo richiede anche la realizzazione di opere provvisionali come ponteggi e anche di una copertura provvisoria che sarà di tipo scorrevole.
Con il programmato secondo intervento di messa in sicurezza del tetto e del recupero e restauro degli antichi affreschi del sottotetto, Fondazione per il Duomo di Monza conferma dunque un modello di collaborazione stabile tra istituzioni, cittadini e sostenitori privati, chiamati a contribuire alla cura di uno dei monumenti più significativi della storia lombarda. La tutela della Basilica di San Giovanni Battista si configura così non come un intervento isolato, ma come un impegno duraturo e condiviso, capace di restituire progressivamente alla comunità il patrimonio storico-artistico del Duomo.
«Il Duomo è il segno visibile di una storia condivisa, di una comunità che nei secoli ha saputo costruire e custodire un bene per il Bene comune – ha dichiarato Giuseppe Fontana, promotore di Fondazione per il Duomo di Monza e presidente di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza che ha invitato a sostenere la realtà con donazioni -. Fondazione per il Duomo di Monza nasce dalla convinzione che questa responsabilità non spetti solo alle istituzioni, ma a chiunque scelga di farne parte. Dopo il restauro dei Quadroni, oggi guardiamo a un intervento ancora più impegnativo: dare sicurezza al tetto del Duomo e riportare alla luce affreschi da secoli inaccessibili. È la dimostrazione concreta di cosa significhi fare filantropia di comunità: unire risorse, competenze e sensibilità diverse per proteggere un bene che appartiene a tutti noi, e farlo con continuità, un intervento dopo l’altro».
«Segno della storia di questa città»
Il Duomo, ha aggiunto monsignor Marino Mosconi, «è da secoli espressione della fede di un popolo e segno della storia di questa città. Custodirlo oggi significa raccogliere un’eredità che tante istituzioni, nel tempo, hanno saputo tramandare e rispondere con generosità disinteressata a una responsabilità che riguarda tutti: cittadini, fedeli, imprese. Restaurare il tetto e riportare alla luce gli affreschi del sottotetto è un gesto che unisce cura materiale e valore spirituale, perché chi si affaccia al Duomo possa continuare a intravedervi, oltre alla bellezza, il segno di qualcosa che dura oltre il tempo».