Iva Zanicchi ne sarebbe orgogliosa. Perché sì, il prezzo è quello giusto. Fine della telenovela: dopo tre aste, due delle quali andate a vuoto, l’ecomostro della ex area Mellin di Carnate ha un nuovo proprietario.
Ex Mellin, trovato un acquirente per l’ecomostro
A confermarlo è l’esito dell’incanto indetto lo scorso mercoledì 25 marzo. Stando alle prime informazioni, infatti, pare che i 600mila euro posti come base d’asta abbiano fatto breccia nelle mire di un imprenditore, che si è fatto avanti (da solo) per rilevare l’intero immobile, che un tempo ospitava gli uffici della gloriosa azienda per prodotti alimentari dedicati all’infanzia. L’azienda, come, noto aveva chiuso i battenti a inizio millennio, lasciando che i proprio stabilimenti diventassero poco più che ruderi e ripari di fortuna per sbandati e senzatetto. Il comparto, tuttavia, negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rinascita a livello industriale.
La rinascita del comparto
La prima svolta, in tale direzione, era arrivata già nel 2021, quando l’azienda lesmese “Brianzatende”, leader nella produzione e nella rivendita di tendaggi, aveva acquistato un’area di 10mila metri quadri all’interno dello stesso comparto per realizzare nuovi capannoni di stoccaggio, ma anche un nuovo impianto di verniciatura all’avanguardia ampliando il proprio marchio. Ad essa aveva fatto seguito anche l’approvazione del nuovo Pgt da parte dell’Amministrazione comunale, che nel 2022, in ossequio alle disposizione della Provincia e della Regione, aveva inserito il polo industriale che affaccia sul Molgora all’interno dei cosiddetti ambiti vallivi protetti a livello paesaggistico.
Le prime aste a vuoto
Una riqualificazione che nel tempo ha convinto anche altre aziende a investire nell’area, un tempo fiore all’occhiello della Carnate industriale, oggi destinata a rifiorire. Al mosaico, tuttavia, mancava solo un tassello: la vecchia palazzina degli uffici, rimasta completamente abbandonata al degrado. E, come detto, messa all’asta dal Tribunale. Al primo tentativo dello scorso anno un imprenditore (si mormora fosse addirittura il vecchio proprietario dell’immobile) era riuscito sì ad aggiudicarsi l’immobile per 1.1 milioni di euro, ma non aveva poi completato l’acquisizione versando solamente il 10% della somma pattuita.
Il mosaico si completa
Da qui la seconda asta di qualche mese fa, che però era andata deserta. La terza, alla fine, si è rivelata quella buona. Ignota, al momento, l’identità dell’investitore, anche se è facile immaginare possa trattarsi della stessa “Brianzatende”, che negli ultimi tempi aveva implementato la propria presenza all’interno del polo industriale di via Galilei portandovi numerose attività della propria filiera: l’unica certezza è che il destino della ex Mellin pare essere finalmente deciso. Per la gioia del Comune, che vedrà completarsi un’operazione di riqualificazione attesa da almeno vent’anni.