Lo sport che prova a farsi strumento concreto di cambiamento sociale per rispondere al disagio sempre più impattante degli adolescenti e dei giovani.
Fragilità giovanili e violenza, Vero Volley scende in campo
A Monza il Consorzio Vero Volley lancia la prima edizione di «True Love Impact», progetto che dal 4 al 6 maggio trasformerà l’Opiquad Arena in un luogo di confronto su alcune delle principali fragilità che coinvolgono le nuove generazioni. L’iniziativa metterà insieme scuole, associazioni, enti e istituzioni con l’obiettivo di costruire risposte concrete su temi come benessere psicologico, abusi, disabilità e disagio sociale. Non solo incontri, ma anche laboratori, testimonianze e momenti di confronto diretto tra chi opera quotidianamente sul territorio.
Un fenomeno preoccupante
A spingere il progetto sono numeri sempre più preoccupanti. In Italia oltre 700mila under 25 soffrono di disturbi psichici e l’80% dei problemi di salute mentale insorge prima dei 18 anni. A livello europeo, inoltre, il 49% dei giovani non ha pieno accesso a percorsi di supporto. Il quadro si completa con i dati sulla violenza: nel 2025 sono state circa 6,4 milioni le donne che hanno dichiarato di aver subito almeno una violenza nella vita.
Un fenomeno che riguarda anche il mondo dello sport. Secondo i dati richiamati nel progetto, quattro minori su dieci tra coloro che praticano attività sportiva dichiarano di aver subito forme di violenza, con prevalenza di quella psicologica (30%), seguita da quella fisica (19%), negligenza (15%) e violenza sessuale (14%). In tema di dipendenze, invece, il 21% degli studenti conferma di aver assunto cannabinoidi negli ultimi 12 mesi, mentre il 39% fa uso abituale di tabacco e il 30% ha avuto almeno un episodio grave di intossicazione alcolica. Ma i dati hanno evidenziato anche che il 12% utilizza psicofarmaci senza prescrizione medica, il 17% dei gamer mostra comportamenti a rischio legati alla sospensione del gioco e il 57% ha partecipato ad attività di gioco d’azzardo. Dei giovani, circa il 2% presenta il fenomeno dell’hikikomori mentre i ricoveri neuropsichiatrici sono aumentati del 25% dal 2020 come confermato anche nella Relazione del Dipartimento delle Politiche Sociali.
Il progetto
«True Love Impact» si articolerà quindi in quattro grandi aree: abusi (bullismo, cyberbullismo e violenza di genere), benessere psicologico con particolare attenzione ai disturbi del comportamento alimentare, disabilità e inclusione, e infine disagio sociale tra povertà educativa e dispersione scolastica.
Anche su questo fronte i numeri parlano chiaro: circa 2 milioni di studenti soffrono di disturbi alimentari, mentre oltre 500mila ragazzi abbandonano la scuola e 1,3 milioni vivono in condizioni di povertà. Proprio per dare una risposta a queste e tante altre fragilità è nata una vera e propria alleanza tra sport, solidarietà, scuole e volontariato.
Durante le tre giornate, l’arena monzese ospiterà incontri sul Main Stage, attività esperienziali e momenti di approfondimento con esperti, educatori, istituzioni e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di mettere in rete competenze e costruire percorsi condivisi. Accanto agli incontri pubblici saranno organizzate attività di approfondimento e percorsi esperienziali pensati per coinvolgere il pubblico in modo diretto. Gli spazi dell’arena ospiteranno inoltre aree dedicate al dialogo, laboratori e momenti di condivisione che permetteranno ai partecipanti di vivere l’evento come un’esperienza attiva e partecipata.
Spettacolo e intrattenimento
Le serate saranno arricchite da spettacoli e momenti di intrattenimento. Tra i momenti centrali dell’evento è prevista anche una Charity Dinner, con la partecipazione dell’attore e regista Paolo Ruffini e della sua Associazione UP Impresa Sociale, pensata come occasione di incontro tra istituzioni, imprese, fondazioni e sostenitori del progetto.
«Sarà uno spazio di dialogo tra mondo sociale, educativo, culturale e istituzionale, con un’attenzione particolare alle fragilità, ai giovani e alle famiglie – spiega Alessandra Marzari, dirigente medico all’ospedale Niguarda di Milano e presidente di Vero Volley – Le sfide sociali ed educative non possono essere affrontate da soli: solo unendo competenze ed esperienze diverse possiamo generare azioni concrete e costruire comunità più inclusive».
Non qualcosa che si ferma lì all’Opiquad. La visione è quella di creare nel tempo una piattaforma permanente capace di produrre impatto reale e misurabile, dando vita a una rete stabile tra sport, istituzioni, imprese, associazioni e realtà sociali che operano quotidianamente a supporto dei giovani.