Desio

Il bar dell'ospedale apre tra le polemiche, terzo giorno di sciopero per il contratto ridotto: raccolte oltre 300 firme

Il sindacato: "Se non cambierà nulla il passo successivo sarà un'azione legale in Tribunale nei confronti di tutti quelli che hanno delle responsabilità".

Il bar dell'ospedale apre tra le polemiche, terzo giorno di sciopero per il contratto ridotto: raccolte oltre 300 firme
Attualità Desiano, 16 Giugno 2021 ore 13:00

Desio, il bar dell'ospedale apre tra le proteste. Fabbro Food prende il posto di Logistica 2000: rabbia tra i lavoratori al momento della firma del contratto. Già raccolte 300 firme in supporto ai lavoratori.

Polemica dei lavoratori e rabbia, terzo giorno di sciopero

Sono stati contattati sabato ed è stato chiesto loro di presentarsi lunedì mattina per la firma del contratto. Probabilmente i sette lavoratori del bar dell'ospedale di Desio hanno vissuto la notizia come liberatoria, dopo oltre cinque mesi di mancati stipendi. Non è andato affatto così. Perché lunedì mattina il bar dell'ospedale di Desio ha riaperto i battenti grazie a Fabbro Food che è subentrata a Logistica 2000, ma il contratto dei lavoratori non è stato firmato. "Perché ci è stato offerto un contratto al ribasso - hanno spiegato - A chi fa 30 ore settimanali è stato chiesto di farne 20, mentre a chi ne 20 è stato chiesto di farne 15". Da qui la decisione di protestare fuori dalle mura del bar, con tanto di striscioni e cartelli, in presenza di sindacati e carabinieri. La protesta sta andando avanti da tre giorni e andrà avanti a oltranza, con la speranza di sbloccare la situazione. "La priorità è garantire il servizio e fare in modo che sia salvaguardato il posto di lavoro, contiamo che la questione si possa risolvere" il commento di lunedì dell'Asst.

"Chiediamo l'assunzione con gli stessi orari"

Al fianco dei lavoratori si è presentata Daniela Galluzzo, segretario provinciale di Fesica Confsal: "Chiediamo l’assunzione di tutti con gli stessi orari e anche l’intervento dell’ospedale, che non faccia orecchie da mercante. Abbiamo indetto uno stato di agitazione e siamo determinati a fare opera di persuasione perché i sette lavoratori vengano assunti nel rispetto dei loro diritti" ha sentenziato. "Continueremo la protesta fino a quando qualcosa si muoverà, in attesa che i vertici dell'ospedale ci diano un segnale di interesse, cosa che finora non è successa. Il personale medico e infermieristico si sta dimostrando solidale. Se non cambierà nulla il passo successivo sarà un'azione legale in Tribunale nei confronti di tutti quelli che hanno delle responsabilità".

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