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Nova Milanese

Il Comune sfratta l’antenna vicino al cimitero

L’Amministrazione ha altri progetti per la Piana del Novale e non ha rinnovato il contratto con la società di telefonia mobile.

Il Comune sfratta l’antenna vicino al cimitero
Attualità Desiano, 21 Novembre 2021 ore 16:00

La stazione radio sulla Piana del Novale va smantellata e la società deve pagare gli arretrati al Comune. Il sindaco di Nova Milanese Fabrizio Pagani è categorico: «Devono andarsene».

Il Comune sfratta l’antenna vicino al cimitero

Il Comune non riesce a riappropriarsi di un’area concessa nel 2005 alla società Tim Itali Spa e che da tempo, chiede che sia ripristinata e riconsegnata all’Amministrazione comunale. Si tratta di una stazione radio per telefonia mobile collocata a ridosso del cimitero che poteva occupare lo spazio per un tempo di nove anni, rinnovabili tacitamente di sei anni in sei anni, a meno che il Comune non chieda la disdetta almeno 12 mesi prima.

Il canone di locazione annuo concordato era pari a 20mila euro, rateizzate semestralmente in due pagamenti da 10mila.
Dal 2015, però, l’area è entrata in un ampio progetto di riqualificazione ambientale che prevede anche l’ampliamento del cimitero e così, l’Amministrazione comunale ha inviato formale disdetta.

"La struttura della stazione radio non è più compatibile con gli strumenti urbanistici e con l’intenzione di riqualificazione paesaggistico-ambientale in collaborazione con la Provincia di Monza e Brianza e con il Consorzio del Parco GruBrìa – ha affermato il sindaco – E’ un grave danno che sia ancora lì".

La società Infrastrutture Wireless Italiane Spa, subentrata nel contratto di locazione nel 2020, ha comunicato al Comune che si sarebbe occupata delle attività propedeutiche allo smantellamento della stazione radio, impegnandosi a versare l’importo dovuto del canone per la protratta occupazione.
Il Comune ha però notato che ancora oggi, la società non ha né lasciato la zona né pagato gli arretrati, pari a 11.932 euro.

Il ripetitore non è stato ancora smantellato e il sindaco ha aperto la causa legale: «Devono andarsene e pagare gli arretrati»

Così il Comune si è affidato all’autorità giudiziaria per ottenere lo smantellamento dell’impianto e la riconsegna dell’area, oltre che procedere al recupero dell’indennità di occupazione non versata.
"Abbiamo già dato mandato al nostro avvocato – ha continuato Pagani – Quell’impianto dev’essere smantellato al più presto, la società non ha altre possibilità, deve andarsene e pagare il debito".

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