Processo Seregnopoli bis

Il foglietto «sospetto» con i soldi per le pratiche

Un foglietto dattiloscritto, trovato nella tasca di una giacca di Calogero Grisafi, ex dirigente dell’ufficio Tecnico del Comune di Seregno, morto suicida nel 2015. Il pezzo di carta è uno dei punti di partenza dell’inchiesta ribattezzata «Seregnopoli bis»

Il foglietto «sospetto» con i soldi per le pratiche
Pubblicato:

Un foglietto dattiloscritto, trovato nella tasca di una giacca di Calogero Grisafi, ex dirigente dell’ufficio Tecnico del Comune di Seregno, morto suicida nel 2015. Il pezzo di carta è uno dei punti di partenza dell’inchiesta ribattezzata «Seregnopoli bis» sulla presunta corruzione nell’urbanistica, sfociata nel processo in corso al Tribunale di Monza.

Imputati l’ex sindaco Edoardo Mazza (assolto dall’accusa di corruzione nel primo filone processuale sull’urbanistica e prescritto per quella di corruzione elettorale insieme al costruttore Antonino Lugarà) e l’immobiliarista Giorgio Vendraminetto.
Sotto la lente della magistratura le pratiche urbanistiche sull’area compresa fra via Solferino e via Colzani a San Carlo della società di proprietà di Vendraminetto (sulla quale è stato realizzato un polo sanitario) e il cosiddetto Par-1 per la riqualificazione di un edificio dismesso in via Formenti, proposto dallo stesso imprenditore.

Il foglietto «sospetto» con i soldi per le pratiche

« Il foglio è datato aprile 2003 ed è firmato dalla moglie di Vendraminetto, che non aveva ancora acquistato il terreno di via Colzani - ha ricostruito nei giorni scorsi in aula un investigatore dei Carabinieri che ha condotto le indagini - E riconosce 50mila euro a Grisafi e al funzionario comunale Mauro Facchinetti (non imputato in questo processo e assolto dall’accusa di abuso d’ufficio nel precedente procedimento, ndr.) per competenze professionali, oltre a un’eventuale ulteriore somma se l’area dovesse cambiare destinazione urbanistica da agricola a residenziale o produttiva» .

Secondo l’accusa sarebbero numerose anche le consegne di denaro erogate dall’imprenditore in favore di Mazza.

Per il centro poliambulatoriale, Mazza - in qualità di assessore - è accusato di avere «garantito un favorevole iter alla pratica amministrativa, sebbene il progetto edilizio presentato non fosse conforme alle prescrizioni urbanistiche contenute nelle norme tecniche di attuazione del Prg».

Oggetto delle accuse anche il piano urbanistico relativo all’immobile in via Formenti, in pieno centro.
«Si tratta di un complesso immobiliare acquistato nel 2011, per cui il precedente proprietario si era visto bocciare dal Comune di Seregno il Piano attuativo», è stato riferito in aula.

Mazza è accusato di avere «garantito» già a settembre del 2015 a Vendraminetto «l’approvazione del Piano attuativo richiesto ufficialmente alla fine dell’ottobre seguente» e di avere «omesso qualsiasi intervento, a fronte degli abusi edilizi accertati da funzionari comunali in occasione di un sopralluogo nell’aprile del 2016» .

Seguici sui nostri canali
Necrologie