Due giorni di abbracci, sguardi veri e speranza rinnovata. Così, nel fine settimana, l’arcivescovo Mario Delpini ha attraversato le strade e le chiese della comunità Madonna del Carmine, la prima a ricevere la visita pastorale in tutto il Decanato di Vimercate, portando una presenza viva e concreta, colma di amore e gratitudine.
Il grande abbraccio della comunità a monsignor Delpini
Prima a Ronco Briantino, poi a Carnate, a Velate e infine a Usmate, monsignor Delpini ha voluto seguire un copione molto simile, ma altrettanto simbolico e immersivo con l’obiettivo di poter toccare con mano tutte le dimensioni della piccola grande comunità. Gli incontri con le singole realtà, coordinati dal parroco don Cristiano Carpanese e accompagnati da don Simone Arienti e don Lorenzo Passoni, sono sempre partiti dal cimitero: una scelta e una sensibilità ben precisa dell’arcivescovo, che ha espressamente chiesto, prima di ogni altra cosa, di portare il proprio omaggio “alle persone che ci hanno preceduto e che hanno fatto la storia di questo paese”, ma anche per offrire consolazione a chi, nel dolore, è comunque testimone di una resurrezione che appartiene a tutti gli uomini di Dio.
Gli incontri con i bambini e le famiglie
Poi, ovunque, l’incontro con i bambini e le famiglie del catechismo, a cui l’arcivescovo ha voluto affidare una riflessione. In quello che non è stato un monologo “dall’alto”, ma piuttosto una conversazione viva:
“Nessuno di noi è perfetto, ma così come siamo andiamo bene per portare avanti la nostra vocazione. La vostra, cari genitori, è quella di dare ai vostri figli non solo la vita, ma anche il senso della vita. Che è l’amore. Perché la gloria di Dio è questo: l’amore che ci rende capaci di amare”
Ma anche ai più piccoli è stato chiesto un compito:
“Se trovate qualcuno che è sempre arrabbiato voi ditegli di guardarsi intorno, perché la terra è piena di amore. E che la vita non è fatta per lamentarsi, ma per amare”.
“L’appartenenza è ricchezza”
A seguire, la celebrazione della messa e l’abbraccio dell’intera comunità in ogni sua sfaccettatura e particolarità: dalle istituzioni ai chierichetti, dai tanti volontari fino a quei migranti che nella parola di Dio hanno trovato casa. Nell’omelia ha parlato della comunità come famiglia ferita dalle brutalità del mondo, ma ostinatamente viva; di una Chiesa che non deve avere paura di mostrare le sue cicatrici perché è proprio lì che entra la luce di Cristo:
“Oggi sono qui in mezzo a voi per dirvi di persona quanto mi siete cari – l’omelia dell’arcivescovo – E perché sentiate di essere parte della grande Chiesa di Milano. Una Chiesa che è sempre in cammino, sempre in stato di missione di fronte al mondo che viviamo qui e oggi, nel presente. Non esistono parrocchie che vivono per conto proprio: siate dunque fieri e riconoscenti, perché l’appartenenza è vera ricchezza”.
Non è mancato, infine, un pensiero per i più anziani, a cui monsignor Delpini si è rivolto con particolare cura e attenzione al termine di ogni cerimonia:
“Nonni e nonne, continuate a essere protagonisti della vita della vostra comunità. Voi siete e sarete sempre utili, anche solo offrendo una parola saggia, un buon consiglio, una indicazione dettata dall’esperienza”.
Commozione e festa a Velate
La visita a Velate ha avuto un significato molto particolare per monsignor Delpini. A partire dalla tappa al cimitero, nel primo pomeriggio, dove l’arcivescovo ha avuto la possibilità non solo di vedere da vicino la celebre Cappella Giulini, dove sono contenute alcune delle opere più famose dell’artista Vincenzo Vela, ma anche di porgere il proprio omaggio a un amico volato via fin troppo presto. Qui, infatti, riposano le spoglie mortali di don Vanni Magni, sacerdote scomparso nel 1998, che era stato compagno di seminario di monsignor Delpini.
Poi però il dolore ha lasciato spazio alla festa. Quella organizzata in oratorio, dove in una bellissima cornice di colori e applausi, l’arcivescovo ha assistito all’inaugurazione del “suo” passaggio. Ovvero una piccola stradina che collega l’oratorio a via San Giovanni Bosco e intitolata proprio a monsignor Delpini, che ha avuto l’onere e l’onore di tagliare il nastro e inaugurare così la scalinata immersa nel verde appena riqualificata per l’occasione.
AMPIO SERVIZIO SUL GIORNALE DI VIMERCATE IN EDICOLA DA DOMANI, MARTEDI’ 17 MARZO 2026
GUARDA LA GALLERY (30 foto)