Il nuovo ponte San Michele? Non prima del 2034. In molti lo sospettavano e nei corridoi della politica lo si sussurrava da mesi, ma la scadenza del 2030 per “pensionare” l’attuale viadotto che collega Paderno e Calusco d’Adda, indicata durante la pandemia, evidentemente non è possibile rispettarla.
Ponte San Michele, prima del 2034 non sarà pronto
Questa è la notizia più importante emersa oggi, giovedì 26 febbraio 2026, durante Commissione Territorio di Regione Lombardia, presieduta da Jonathan Lobati, che ha incontrato i rappresentanti di Rfi, Italfer e l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Claudia Maria Terzi per fare il punto sulle ipotesi progettuali allo studio:
“Il tema dell’attraversamento dell’Adda è strategico per garantire ai territori della Bergamasca, del Lecchese e della Brianza di continuare a crescere – ha spiegato il presidente Lobati-. L’opera è strategica per collegare l’est e l’ovest della Lombardia, garantendo alle nostre imprese di continuare ad essere competitive e ai cittadini di muoversi velocemente sul territorio. Dirimente sarà ora lavorare però non solo sul come ma anche sul quando: serve il massimo impegno per accorciare i tempi. Tutto questo, mantenendo sempre alta l’attenzione anche sulle istanze sollevate dai Comuni coinvolti”.

Rfi quest’oggi ha ribadito che il nuovo ponte sarà costruito a fianco di quello vecchio: un’unica struttura mista ferroviaria e stradale parallela al ponte storico del 1889. Quanto al tracciato, sono state illustrate due alternative, una più a nord del vecchio ponte e l’altra a sud. È stato inoltre annunciato dai rappresentanti di Rfi di voler lanciare, nei prossimi mesi, un concorso internazionale di progettazione per valutare soluzioni finalizzate a minimizzare l’impatto sul cono visivo e ridurre le espropriazioni.
All’aggiudicazione, prevista entro l’anno, seguiranno lo studio di fattibilità tecnica ed economica, che verificherà anche le ricadute sui Comuni attraversati dall’opera, e l’iter autorizzativo, che costituirà un nuovo momento di ascolto delle amministrazioni locali, così come è avvenuto col dibattito pubblico degli scorsi mesi.
A fronte di tutte queste attività – è stato specificato – la conclusione dell’opera non può essere garantita prima del 2034.
Durante l’audizione, che segue di qualche mese la visita sul posto da parte della Commissione, è intervenuta anche l’assessore Terzi, che ha confermato l’avvio del tavolo tecnico incaricato di predisporre uno studio di traffico di area vasta, così da garantire la sostenibilità trasportistica dell’opera, in linea con le osservazioni avanzate dagli enti locali coinvolti nel procedimento di dibattito pubblico e rappresentati dalle province di Bergamo, Lecco e Monza-Brianza.

L’Assessore ha infine ricordato l’avvenuta nomina del Commissario destinato a occuparsi del contenimento dei tempi e della semplificazione delle procedure. “E’ un’opera complessa e strategica” ha affermato Terzi, sottolineando che migliora la mobilità, promuove gli spostamenti su ferro e, grazie a un concorso internazionale, punta a un progetto sostenibile a tutela del paesaggio e della viabilità dei paesi interessati.
Durante la seduta sono intervenuti i consiglieri Giacomo Zamperini, Gian Mario Fragomeli, Jacopo Dozio, Michele Schiavi e Mauro Piazza, sottosegretario all’Autonomia.