Lutto

Il paese piange lo storico “barbeé”, una vita dedicata alla secolare bottega di famiglia

Il mitico Franco Perego si è spento all'età di 78 anni; aveva iniziato a lavorare che era ancora bambino insieme al padre e ai nonni prima di lui

Il paese piange lo storico “barbeé”, una vita dedicata alla secolare bottega di famiglia

La prima volta che ha preso in mano forbici e rasoi aveva appena 9 anni. Proprio lì, all’interno di quella bottega di Usmate Velate che la sua famiglia ha aperto nel 1890. E dove la sua impronta è stata profonda e indelebile fino allo scorso martedì, quando il suo cuore ha cessato di battere dopo una lunga battaglia.

Il paese piange lo storico “barbeé”

Si è spento all’età di 78 anni Franco Perego, custode di un’arte antica, quella del barbiere, che travalica il semplice mestiere. Se n’è andato come ha vissuto, in punta di piedi e senza clamore, a poche centinaia di metri da quella poltrona in pelle e ghisa che per oltre mezzo secolo era stata il suo trono, il suo confessionale, la sua finestra sul mondo. Con la sua scomparsa, Usmate perde non solo uno storico parrucchiere per uomo, ma un vero e proprio punto di riferimento per l’intera comunità. Figlio e nipote d’arte, aveva ereditato la professione (e la professionalità) da papà Gerolamo e prima di lui dal nonno Giovanni e dal bisnonno Luigi, raccogliendo quel testimone che la famiglia Perego si è tramandato in oltre un secolo di attività.

Una vita dedicata alla secolare bottega di famiglia

Incastonata lungo la via centrale del paese, non è mai stato un semplice negozio, ma un monumento vivente. Aperta nel lontano 1890, quella bottega ha resistito a due guerre mondiali, alle crisi economiche e all’avvento dei moderni saloni di bellezza asettici e veloci. Franco vi era entrato da bambino, da semplice garzone al servizio dei più grandi. Ma a differenza loro, lui era stato il primo ad andare a scuola di barbiere, a Milano, dove poi aveva iniziato a lavorare come apprendista. L’improvvisa scomparsa del padre lo aveva però riportato in Brianza, per continuare quella fiera tradizione di famiglia che non poteva andare perduta. Il salone cambia anche indirizzo, ma non perde la propria filosofia. Perché nonostante il progresso e le mode passeggere, Franco è rimasto fedele al proprio credo. La sua era una maestria fatta di occhio, mano ferma e un’incredibile memoria storica.

“Si lavorava tutti i giorni, feste comprese, tranne il lunedì – racconta oggi Fabio, il figlio che ha seguito le orme dei suoi padri – Ricordo che papà apriva il negozio alle 5.30 del mattino, per gli uomini che venivano a farsi la barba prima di andare al lavoro, e andava avanti anche fino a mezzanotte. Nei periodi di festa poi era un via vai continuo. Era proprio un rito, quello di andare dal barbiere e prepararsi alle celebrazioni importanti”.

Un confessore laico

Del resto entrare nel locale significava entrare in un piccolo tempio, in cui però sentirsi a casa e in famiglia. Del resto, dal padre e dai nonni, Franco aveva imparato che il segreto della professione non stava solo nella precisione della lama, ma nella capacità di ascoltare. E in effetti, tra una sforbiciata e una passata di rasoio a mano libera, affilato con gesti rituali sulla storica coramella di cuoio, “ul barbeé” per eccellenza ha raccolto nel tempo le confidenze di intere famiglie. Ha visto i bambini di un tempo diventare padri e poi nonni, accompagnando i loro passaggi generazionali con la discrezione di un confessore laico a cui si poteva raccontare di tutto. Perché le parole consegnate a Franco sarebbero rimaste sigillate nelle mura di corso Italia.

“Papà è sempre stato un uomo discreto, umile e modesto, che ha dedicato la propria vita al lavoro e alla famiglia – prosegue il figlio – Io ho iniziato a lavorare qui insieme nel 1986 e tutto quello che so, pur avendo fatto anche io la scuola, me lo ha trasmesso proprio lui, con le parole ma ancor prima con l’esempio. Fino al 2002 non ha saltato un giorno, poi però a causa di un peggioramento di salute ha dovuto fare un passo indietro. Eppure, nonostante avesse ormai riposto gli attrezzi del mestiere, la sua presenza in bottega è sempre stata costante e concreta, a testimonianza di un segno indelebile che ha lasciato non solo nella storia dell’attività, che ovviamente prosegue anche nel suo ricordo, ma anche e soprattutto nella comunità usmatese, che a nome della famiglia ringrazio per lo straordinario affetto dimostrato in questi giorni di dolore”.

I funerali

I funerali saranno celebrati venerdì 2 gennaio alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Usmate, dove la comunità si stringerà attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a un uomo che, con umiltà e dedizione, ha scritto una bella pagina di storia tutta usmatese.