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Spalti bollenti

Il presidente della Folgore Caratese e il Comune ai ferri corti

Michele Criscitiello "Un Comune sordo e assente".

Il presidente della Folgore Caratese e il Comune ai ferri corti
Attualità Caratese, 20 Febbraio 2022 ore 14:00

«Un Comune sordo e assente». Non ha usato mezzi termini il presidente della Folgore Caratese. La scelta di far disputare tutte le gare di ritorno casalinghe della prima squadra sull’impianto in sintetico del «Claudio Casati» di Verano Brianza, accompagnata otto giorni fa da un post polemico («Torneremo quando capiranno che siamo una società di calcio e non una onlus»), ha finito per riaccendere le tensioni tra presidenza e Amministrazione comunale con la quale la Folgore Caratese ha in essere una convenzione (scaduta nel giugno 2020, ma prorogata per l’emergenza Covid-19) per l’utilizzo dell’impianto del XXV Aprile.
Così Michele Criscitiello, dopo le dichiarazioni risentite rilasciate dal sindaco al «Giornale di Carate» a commento del suo post, è tornato sulla situazione dello stadio. Lo ha fatto però via social, nonostante l’invito del nostro settimanale ad una telefonata o a una chiacchierata più approfondita davanti a un caffè.

Il presidente della Folgore Caratese "Comune sordo e assente"

«Lungi da me fare politica. Mai piaciuta e ci sto, volentieri, alla larga - le parole del patron avellinese, dal 2016 alla guida della società bianco-azzurra - Però, nel mio ambito lavorativo, i fatti contano sempre più delle parole dei politici. I tifosi della Folgore Caratese, 23 abbonati per questa stagione e un solo sponsor in questi 6 anni di presidenza, devono sapere chi racconta le verità. Allo stadio XXV Aprile non c’era neanche un sediolino. Quelli che vedete, circa 800, sono stati montati dal sottoscritto sei anni fa e dall’allora direttore generale, Giuseppe Spalenza. Se il sindaco vuole, domani possiamo già smontarli e portarli a Verano... Un impianto audio con casse e fili rotti, quello attuale è stato comprato dalla Folgore Caratese e spogliatoi fatiscenti sistemati dal club. Per non parlare del manto erboso: il solo mantenimento costa 54.000 euro all’anno. In questi anni cosa ha fatto il Comune? Non ha cambiato neanche una lampadina dei riflettori, che non si accendono più. Una lampadina, almeno. Come gesto. Una pista da sostituire ma sempre lì in condizioni pessime. I tifosi sono invitati a passare una sera allo stadio per vedere chi mente...».
Ma c’è di più. Sulla scrivania del sindaco il presidente ha poi rivelato di aver messo un progetto «da 8 milioni di euro» per costruire lo stadio a Carate Brianza: la «Sportitalia Arena».
«Un progetto redatto da architetti di fama nazionale rimasto tra i faldoni del sindaco che oggi cade dalle nuvole...», dice Criscitiello.
«Il sindaco - conclude poi - rappresenta la comunità e sarebbe giusto raccontare la verità ai propri elettori, e non. Le urne sono ancora lontane. Se trova tempo, credo sia giusto, raccontare alla stessa comunità anche come e dove è finito il bando del “calcestre” a pochi passi dallo stadio. Anche lì, forse qualcosa gli è andato storto...», facendo riferimento all’area fra via Donizetti e via Olimpia dove sorgerà il futuro «Carate Padel Center».

«Faccio gli interessi della città, non quelli di un imprenditore...»

«Lo stadio non è il suo giardino: un sindaco risponde ai cittadini e fa gli interessi della città, non quelli di un singolo imprenditore, pur bravo che sia. Soprattutto quando la gestione del privato insiste su di una proprietà pubblica e, a maggior ragione, quando lo stesso soggetto privato propone un’evoluzione della cosa di proprietà pubblica nel suo esclusivo interesse specifico...».
Parte da qui la ferma presa di posizione del primo cittadino Luca Veggian di fronte ai toni perentori del presidente della Folgore Caratese che, in settimana, gli ha rinfacciato via social (sulla pagina ufficiale della Folgore Caratese) di avere dimenticato tra i faldoni della scrivania il progetto per il rilancio del campo di calcio comunale.
«Forse il presidente della Folgore Caratese non sa che quando viene presentata un’idea della portata di quella che è arrivata nel mio ufficio a dicembre, e non anni fa, un sindaco ha il dovere di valutare non solo il rispetto delle regole che prevedono bandi, manifestazioni d’interesse, controlli di legalità, quadri economici e fidejussioni, ma anche quali siano e a quanto ammontino nell’eventuale proposta i vantaggi per tutta la comunità e non solo del singolo che la propone. Lo dice la Legge, non lo dice Veggian. Nell’operato di un sindaco c’è una cosa da cui nemmeno il primo cittadino può prescindere: l’interesse a vantaggio pubblico di quanto proposto dal privato. E allora stona davvero il tono arrogante e spocchioso utilizzato per presentare un’idea, non un progetto come dice il presidente della Folgore Caratese, che è ben altra cosa; un’idea molto vantaggiosa per lui, ma non so ancora quanto per la comunità che rappresento...».
Parole chiare, che lasciano intendere come ormai i rapporti tra presidenza e Comune siano arrivati ai ferri corti. Al sindaco la scelta del patron Criscitiello di trasferire a Verano (a porte chiuse, perché l’impianto in sintetico confinante non è omologato, ndr) è suonata come una «ripicca».
«C’è una convenzione in essere che definisce diritti e doveri, come quello della manutenzione ordinaria: l’uso esclusivo del campo di calcio comporta spese che di certo non può accollarsi il Comune. Ha speso 54 mila euro l’anno per il prato, ma a San Siro, se il manto erboso del terreno di gioco deve essere rifatto, chi paga? Peraltro il presidente nella sua ricostruzione dei fatti mostra di essere rimasto indietro sulla riqualificazione della pista di atletica i cui lavori sono già stati appaltati e sul campo in calcestre con la gara per il centro padel praticamente conclusa e anche qui aggiudicata. In città tutte le strutture sportive, dalla palestra al palazzetto, sono state oggetto di riqualificazione. Solo il campo di calcio è rimasto in sospeso e non per volontà del Comune ma perché la società che lo utilizza si sarebbe presa in carico tutti gli ammodernamenti dello stadio, compresi i seggiolini. Le uscite tradiscono nervosismo che il presidente ha già manifestato una volta con la Federazione, un’altra verso i tifosi e ora con l’Amministrazione: con certe allusioni francamente non riesco a capire dove voglia arrivare».

La «SportItalia Arena»: hotel, studi tv e padel Il patron ci provò anche con il centrosinistra

Hotel, sky box, studi televisivi, illuminazione, tribuna ospiti, curva e nuova tribuna centrale coperta. L’idea di trasformare lo stadio comunale del XXV Aprile era già stata presentata (e respinta) all’Amministrazione guidata dal sindaco di centrosinistra, Francesco Paoletti. Come oggi, non la prese bene nemmeno allora il presidente della Folgore Caratese Michele Criscitiello, direttore di SportItalia - canale televisivo dedicato allo sport e disponibile in Italia sulla televisione digitale terrestre - di cui per tramite della società «Micri communication» con la moglie Paola De Salvo, figlia di Michelangelo - numero uno del Gruppo Policlinico di Monza - Criscitiello detiene il 50 per cento delle quote.
L’idea del patron della Folgore sullo stadio finì nel cassetto, complici anche le tensioni con la passata amministrazione acuite dai ripetuti ricorsi sull’ambito di completamento previsto dal Pgt del 2009 sull’area «Motta» per la realizzazione di una struttura ricettiva in via Petrarca a servizio del Policlinico di Verano, gestito dalla «Servisan», la holding della famiglia De Salvo. La proposta allora presentata venne ritenuta non conforme alle prescrizioni del Pgt dal Comune, che chiese una serie di modifiche necessarie all’ampliamento dello spazio dei posteggi da riservare al pubblico e all’allargamento del calibro stradale in una zona fortemente congestionata dal traffico.
Non è un mistero quindi che la speranza di poter «ottenere qualcosa» con il cambio di Amministrazione, avesse spinto il club a sostenere la candidatura a sindaco di Luca Veggian durante le amministrative del 2018 che videro poi il centrodestra trionfare e prendersi il timone della città.
La trasformazione dello stadio così come l’avrebbe in mente il presidente della Folgore Caratese, è stata così di nuovo rispolverata con qualche novità, a partire dal nome: la «SportItalia Arena», disegnata sulle tavole di elaborati redatti dallo studio di ingegneria e architettura «In Ar» di Milano, lo stesso che ha progettato importanti interventi fra cui la costruzione della clinica di Verano.
Pitch view coperta a bordo campo

Nel concept grafico, fatto recapitare nell’ufficio del sindaco Veggian a dicembre, l’intervento prevede anche la realizzazione di quattro campi da doppio da padel oltre a due campi singoli con spogliatoi e bar per una superficie di 1600 metri quadrati.
La «SportItalia Arena» verrebbe dotata di una nuova tribuna coperta da 1200 posti, di un’altra tribuna coperta con altri 800 posti a sedere e di un innovativo «pitch view», ovvero un nuovo settore coperto ottenuto a bordo campo da 200 posti da cui seguire le partite praticamente in braccio alla panchina.
A completare l’elaborato un hotel su più livelli con 36 camere, bar e ristorante ricavato dietro la porta che si affaccia su via XXV Aprile e tre studi tv di «SportItalia» con uffici su una superficie di circa mille quadrati sul lato opposto del campo di gara che verrebbe realizzato in erba sintetica.

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