Il progetto contro lo sfruttamento lavorativo coinvolge anche la Brianza
Presentato questa mattina il calendario degli incontri formativi orientati alla preparazione degli operatori impegnati nella sperimentazione di Punti Unici d’Accesso (PUA) ai servizi dedicati al contrasto del lavoro irregolare e all’emersione del sommerso

Il progetto InLav – Integrazione Lavoro Lombardia, nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Anci Lombardia e Università degli Studi di Milano Bicocca, con l’obiettivo di attuare un intervento strutturato per rispondere al problema dello sfruttamento lavorativo, ha fatto tappa a Monza alla vigilia dell’avvio della attività formativa sul territorio provinciale.
Il progetto contro lo sfruttamento lavorativo coinvolge anche la Brianza
Questa mattina, il Vicesegretario dell’Associazione dei Comuni lombardi, Giuseppe Guerini, ha incontrato il Presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio, per presentare il calendario degli incontri formativi orientati alla preparazione degli operatori impegnati nella sperimentazione di Punti Unici d’Accesso (PUA) ai servizi dedicati al contrasto del lavoro irregolare e all’emersione del sommerso.
L’incontro, inoltre, ha rappresentato l’occasione per dare il via a una partnership in grado di rafforzarsi e allargarsi, per favorire la costruzione di una rete territoriale sinergica composta dai molteplici soggetti impegnati sui temi progettuali e portatori di competenze e metodologie specifiche. Attraverso l’azione congiunta tra l’Associazione dei Comuni lombardi e la Provincia di Monza e della Brianza, si vuole proporre la diffusione e l’estensione delle metodologie, delle modalità e delle intuizioni di InLav, affinché siano realtà presenti su tutto il territorio regionale.
Dalla riunione è emerso l’auspicio che le giornate formative, il cui calendario sarà reso noto a breve sul sito web di Anci Lombardia, possano essere partecipate da operatori pubblici e privati e del no-profit che offriranno servizi nei PUA InLav, definiti attraverso percorsi di co-progettazione, e che saranno garantiti attraverso la collaborazione con gli Enti del Terzo Settore e i CPI - Centri Per l’impiego operanti localmente per promuovere l’inclusione socio-lavorativa delle vittime o delle potenziali vittime di sfruttamento lavorativo.
Quattro incontri in calendario
Quattro saranno le sessioni di approfondimento previste a livello provinciale, con l’obiettivo di attivare delle comunità di pratiche territoriali sul tema dello sfruttamento lavorativo, che si focalizzeranno sulla conoscenza del fenomeno dell’irregolarità lavorativa; lo sviluppo di competenze organizzative e territoriali per poter far emergere le situazioni di irregolarità; la preparazione per poter intervenire sul fenomeno e la misurazione e valutazione degli interventi intrapresi.
A oggi, attraverso un Avviso pubblico emanato da Regione Lombardia, sono 12 gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) lombardi che stanno sperimentando il Modello InLav: le ATS Alto e Basso Pavese, Bergamo, Carate Brianza, Desio, Sebino, Lecco, Mariano Comense, Milano, Somma Lombardo, Suzzara, Tradate e Treviglio.
Con questa attività InLav è quello fornire una risposta su un tema, quello dello sfruttamento lavorativo, che interessa vari comparti produttivi e colpisce in modo particolare i soggetti più fragili e vulnerabili.
"La provincia sarà in grado di cogliere appieno la sfida del progetto InLav"
“Anche il nostro territorio, uno fra i più industrializzati e produttivi del paese, vede situazioni di irregolarità e sommersione del lavoro, spesso non denunciate - ha sottolineato Luca Santambrogio. Penso sia di fondamentale importanza la massima collaborazione fra tutte le istituzioni per mettere in atto misure utili alla prevenzione e al contrasto di tutte le forme di distorsione del mercato del lavoro, in tutti i settori. La Provincia di Monza e della Brianza, dal lato suo, si è fatta promotrice del Patto per il Lavoro della Brianza, che riunisce tutti gli attori territoriali che a vario titolo si occupano di lavoro. Gli obiettivi del Patto sono chiari: assicurare contratti di qualità e retribuzioni adeguate, garantire la sicurezza dei lavoratori, contrastare il lavoro in nero e prestare una particolare attenzione ai giovani nella formazione professionale e nell’orientamento rispetto alle opportunità occupazionali del territorio. Grazie alla forte connessione fra gli operatori del mercato del lavoro di Monza e Brianza, già abituati a lavorare in rete, in primis intorno ai nostri Centri Per l’Impiego, e molto ricettivi rispetto a eventuali modifiche e sperimentazioni sul territorio, siamo convinti che la provincia sarà in grado di cogliere appieno la sfida del progetto InLav, favorendo così una sempre migliore capacità di collocazione delle persone quale strumento preventivo per l’insorgenza del fenomeno”.
Giuseppe Guerini, Vicesegretario generale ANCI Lombardia, ha aggiunto:
“Crediamo fermamente che il sistema degli Enti locali lombardi debba farsi carico di una situazione, quella dello sfruttamento lavorativo, che, anche nella nostra regione, ha dei profili preoccupanti. Per questo il territorio vuole mettere in campo qualcosa di significativo, e crediamo che la sperimentazione promossa con InLav rappresenti un’azione che è parte fondamentale del compito degli Enti locali, e di tutti gli attori coinvolti, per promuovere legalità e tutela del lavoro e dei cittadini. L’obiettivo è quello di dare una risposta sulle tematiche in esame attraverso un’azione in grado di dare risultati importanti”.