“La Provincia di Monza e Brianza sta affrontando una crisi di personale vigile del fuoco senza precedenti. Una situazione che si aggrava giorno dopo giorno e che rischia seriamente di compromettere il soccorso tecnico urgente e la sicurezza dei cittadini”.
Il Sindacato Autonomo Vigili del fuoco lancia l’allarme “È emergenza organico”
A lanciare l’allarme è Mirko Marin segretario provinciale del CO.NA.PO, Sindacato Autonomo Vigili del fuoco, che evidenzia come “la cronica carenza di organico sta raggiungendo livelli insostenibili. Allo stato attuale si raggiungono addirittura carenze del 28% nel ruolo dei Capi Squadra che sono le figure di coordinamento delle squadre nelle operazioni di soccorso e del 22% nel ruolo dei vigili del fuoco. Una situazione drammatica che si traduce in un aumento dei carichi di lavoro e un aumento del rischio infortuni per i pochi pompieri rimasti oltreché in possibili ripercussioni negative sul soccorso ai cittadini”.
È un vero e proprio grido di allarme quello dei Vigili del fuoco che si rivolgono al Ministro dell’Interno Piantedosi, al Sottosegretario di Stato Prisco e alla propria Amministrazione chiedendo di intervenire immediatamente.
“Chiediamo urgenti assegnazioni di personale e di risorse straordinarie aggiuntive visto che quelle concesse fino ad ora sono del tutto insufficienti – continua Marin che aggiunge – il crescente aumento numerico del vasto tessuto industriale che caratterizza il nostro territorio, di oltre 64.000 aziende di cui 17 a rischio incidente rilevante (Direttiva Seveso), i numerosi tratti autostradali e stradali ad alto tasso incidentale e i corsi d’acqua come il Lambro, il Seveso, l’Adda e il Canale Villoresi, spesso teatro di eventi tragici”.
“Servono fatti, non parole – rimarca Marin che conclude – come per il soccorritore, ogni minuto è prezioso per salvare vite umane. Tuttavia, la vastità del
territorio e l’esiguo numero di sedi operative permanenti – solo 3 e non equamente distribuite -influiscono negativamente sui tempi di risposta, spesso superiori ai 20 minuti, compromettendo la tempestività dell’intervento per il cittadino.”