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Parla l'esperto

Il virus respiratorio fa paura. L'intervista al primario Biondi

Dal San Gerardo una bambina di un anno è stata trasportata d’urgenza al Gaslini.

Il virus respiratorio fa paura. L'intervista al primario Biondi
Attualità Monza, 06 Novembre 2021 ore 15:00

Non è più il Covid a fare paura alle mamme di bambini molto piccoli. Adesso si parla solo del virus sinciziale che sta colpendo in modo particolare i neonati.

Il virus respiratorio fa paura

La notizia è arrivata alla ribalta dopo il post di Fedez: "Epidemia virus respiratorio in neonati: ospedali italiani pieni. Se avete bimbi piccoli fate attenzione mi raccomando", aveva scritto su Instagram dopo che la sua piccola Vittoria (6 mesi), avuta con l’influencer Chiara Ferragni era finita ricoverata in ospedale.
I sintomi (febbre, respiro difficoltoso e disidratazione) sono gli stessi che anche a Monza questa settimana hanno portato molti genitori a portare in Pronto soccorso i figli piccoli. E che hanno poi inevitabilmente portato al ricovero di quelli che mostravano bronchioliti o polmoniti con effetti più gravi.

Dal San Gerardo una bambina di un anno è stata trasportata d’urgenza al Gaslini

Una, in condizioni disperate, sabato è stata trasferita al Gaslini di Genova con l’elicottero. Si tratta di una bimba di un anno, ex prematura, affetta da gravissima insufficienza respiratoria per infezione virale che non rispondeva più alle terapie convenzionali massimizzate. Ora la piccola potrà essere assistita in extra corporeal membrane oxygenation dal team dell’ospedale genovese.

La parola all'esperto

Ma la situazione non è nuova, è solo anticipata. Spiega il direttore della Clinica Pediatrica della Fondazione Mbbm del San Gerardo Andrea Biondi: "Ogni anno osserviamo questo fenomeno e l’unica differenza è che quest’anno è anticipato di qualche mese rispetto al normale periodo. Perché è accaduto e se c’entrano le restrizioni del Covid lo dovranno studiare e capire gli scienziati. E lo faranno - ha rimarcato il primario - Si tratta di un virus curabile, che nella maggior parte dei casi si può trattare in reparto e solo nelle situazioni più impegnative prevede il ricovero in Terapia intensiva".
"L'allentamento delle misure anti-Covid - lavaggio delle mani, uso delle mascherine - associato al rientro a scuola dei bambini più grandi ha notevolmente favorito la diffusione del virus respiratorio sinciziale, che si è presentato con anticipo rispetto al periodo abituale (dicembre-gennaio), ed effettivamente sembra si stiano registrando anche casi più gravi, ma non abbiamo ancora dati puntuali".

Lo aveva spiegato all'Adnkronos a inizio settimana anche Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) commentando l'allarme per i molti ricoveri nei reparti pediatrici e nelle terapie intensive i neonati e bebè con bronchioliti e polmoniti causate dal virus. Qualche ipotesi si può fare: lo scorso anno, le misure anti-Covid avevano limitato la circolazione del virus. Ma questo ha verosimilmente ridotto anche la risposta anticorpale nei confronti del patogeno. Questa al momento l’ipotesi più accreditata.

Accessi aumentati al Pronto soccorso

Anche all’ospedale San Gerardo gli accessi al Pronto soccorso pediatrico nei giorni scorsi sono aumentati, presentando molti bambini con questi sintomi e problemi respiratori. "In reparto abbiamo due ale, una con 25 posti di ematoncologia e l’altra con 14 posti letto. In questi abbiamo 4 neonati ricoverati per questo virus - ha spiegato Biondi - Anche gli accessi al Pronto soccorso sono tornati all’epoca pre Covid, con numeri simili al 2019. La media allora era di 21mila accessi all’anno di minori (da 0 a 18 anni). Questa settimana (la scorsa ndr) ne stiamo vedendo 50/60 al giorno e la scorsa notte dalle 20 alle 8 sono arrivati 26 bambini con malattie da raffreddamento. Accade in Italia, ma anche negli altri paesi europei. Mia cognata pediatra in Germania sta assistendo alla stessa situazione".
Proprio per via del numero elevato di casi che ha saturato il reparto, qualcuno è stato anche trasferito in altri ospedali o proprio al Buzzi di Milano. Il virus respiratorio sinciziale, infatti, è un virus molto comune (è stato isolato la prima volta nel 1956), che circola tra la popolazione adulta e tra i bambini più grandi dando, nella maggior parte dei casi, sintomi respiratori lievi quali quelli di un banale raffreddore (rinofaringite, tosse, talvolta febbre).
Tuttavia, gli adulti e i bambini grandi rappresentano un veicolo di trasmissione per i bambini più piccoli (indicativamente sotto l’anno di età), che possono invece manifestare infezioni delle basse vie respiratorie e bronchioliti gravi. I segni dell'infezione, soprattutto primi mesi di vita, sono quelli di una difficoltà respiratoria (affanno e respiro superficiale, aumento della frequenza respiratoria, rientramenti sottocostali). Per quanto riguarda la prevenzione, sono valide tutte le precauzioni standard che abbiamo imparato in pandemia, con particolare attenzione se c'è un fratellino più grande malato.
"Capisco che un genitore che vede il figlio respirare male si spaventi, ma al San Gerardo con gli alti flussi e le terapie adeguate sappiamo gestire con successo questi casi. Lo facciamo ogni anno", ha rassicurato Biondi.

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