Attualità
Uno strumento di grande utilità

In Brianza una nuova mappa interattiva per conoscere le aree con potenziale archeologico

Digitale e interattiva, serve ad indicare preventivamente se, in una determinata area, c’è la possibilità che esistano depositi di interesse archeologico

In Brianza una nuova mappa interattiva per conoscere le aree con potenziale archeologico
Attualità Brianza, 11 Gennaio 2023 ore 12:28

La provincia di Monza e Brianza ha la propria carta del potenziale archeologico. Digitale e interattiva, servirà ad indicare preventivamente se, in una determinata area, c’è la possibilità che esistano depositi di interesse archeologico, risultando in particolare di utilità a quegli enti che progettano opere con scavi.

In Brianza una nuova mappa interattiva per conoscere le aree con potenziale archeologico

Lo strumento, tra i primi in Italia ad essere realizzato su un’area così vasta, è frutto di una convenzione unica nel suo genere, siglata nel 2019 tra BrianzAcque, gestore unico del Servizio Unico Integrato di Monza e Brianza con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. La volontà congiunta è stata quella di invertire la prospettiva diffusa che vede la tutela archeologica come un’interferenza per chi si occupa di opere pubbliche e per trasformarla in un’occasione volta allo sviluppo infrastrutturale sostenibile e alla valorizzazione del territorio.

Questa mattina la presentazione

La Carta del Potenziale Archeologico è stata presentata questa mattina, mercoledì 11 gennaio, nella sede della Provincia di Monza e Brianza ai Sindaci, alla stampa e ai rappresentanti degli uffici tecnici provinciali, comunali e dei professionisti che operano nel comparto dell’archeologia.

L'opera è disponibile anche per Regione, Provincia e Comuni

Da qui in avanti, per la programmazione di lavori di reti e servizi idrici BrianzAcque disporrà della nuova “mappa interattiva” con indicazioni del grado di potenziale archeologico di ogni singola area (nullo, improbabile, basso, indiziato da ritrovamenti materiali localizzati, certo).  Di conseguenza, l’ente gestore, potrà contare su  uno strumento in grado di orientare la progettazione di nuovi interventi nell’ambito di competenza in modo da preservare la zone che più verosimilmente conservano depositi di interesse archeologico o di tracce stratificate del passato senza il rischio di  ritrovamenti imprevisti, che possono interferire con le attività di cantiere e rallentare i tempi con conseguente aumento dei costi. Grazie a quanto stabilito nella convenzione, finanziata da BrianzAcque per un importo di 100 mila euro, l’accesso al portale è consentito anche ad altri enti territoriali pubblici quali Regione Lombardia, Provincia, Comuni.ù

"Da obbligo a opportunità di sviluppo"

“Questo documento è un esempio di gestione responsabile e sostenibile degli investimenti - ha affermato Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque-  Anche in questo caso, un obbligo posto da una norma positiva è stato visto e interpretato come un’opportunità di sviluppo per il territorio brianzolo anziché come mero adempimento amministrativo e tecnico richiesto dal Codice degli Appalti. Ne è nato uno strumento informatizzato che semplifica di molto il processo progettuale, ne riduce i tempi e  la possibilità di incappare in depositi archeologici nel corso dell’esecuzione dei lavori.  Lo abbiamo pensato per noi e per la Soprintendenza, ma ci fa piacere condividerne la consultazione con altri enti pubblici con funzioni di indirizzo nel governo del territorio, con l’ambizione che possa diventare una case history per altri contesti nel panorama nazionale”.

Uno strumento che favorisce scelte ponderate

Per la Soprintendenza la Carta del Potenziale archeologico è un importante strumento per consentire una migliore tutela del patrimonio culturale coniugandola con le complesse esigenze infrastrutturali che un territorio ad alta densità abitativa come quello della Provincia di Monza e della Brianza necessita. Una progettazione consapevole del potenziale archeologico del territorio consentirà scelte di ubicazione delle opere e di programmazione dei lavori meglio ponderate evitando imprevisti e rallentamenti.

Una terra ricca di storia...

Provincia tra le più urbanizzate e popolose d’Italia, sempre interessata da complessi progetti di infrastrutturazione, Monza e Brianza è anche terra di grande interesse archeologico con un patrimonio ricco, testimone delle storie che vi si sono svolte fin dalla preistoria e di cui l’archeologia consente di individuare e indagare i segni superstiti impressi nel terreno.

Monza e Vimercate ne sono un esempio

Le ricerche, condotte nei 55 comuni della Brianza per un’estensione di 405,4 kmq. hanno confermato la presenza di centri ad alto potenziale archeologico, come ad esempio Monza e Vimercate e mostrato come aree che presentano la possibilità di rinvenire depositi archeologici siano presenti a macchia di leopardo in tutto il territorio provinciale. Allo stesso tempo è stato possibile indicare “zone” in cui il rischio di intercettare resti archeologici è minore.

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Via Vittorio Emanuele II. L’imprevisto archeologico prevedibile. Sotto i piani pavimentali di un demolito edificio del centro storico riemergono i muri di un atelier di lavorazione del metallo di età post-medievale che, a loro volta, coprivano resti di età romana.

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Monza, Via Parini. L’imprevisto archeologico prevedibile. La posa delle condutture del teleriscaldamento si scontra con i resti delle mura viscontee della città il cui tracciato è noto dalla cartografia storica. Archivio fotografico Soprintendenza Archeologia della Lombardia.

La mappa è frutto di un lungo lavoro in team

Il lavoro lungo e complesso di redazione dello strumento, che ha richiesto l’apporto di un team di archeologi, geologi, geoarcheologi e informatici è il risultato dell’esame incrociato di diversi livelli di informazioni. Oltre alla cartografia archeologica elaborata dalla Soprintendenza, alla bibliografia archeologica e storica, sono stati presi in considerazione i catasti storici, i dati geologici ricavabili dalle mappe geologiche regionali, i carotaggi effettuati da BrianzAcque e le informazioni derivanti dalle interpretazioni di riprese aeree e satellitari.  Né poteva mancare una ricognizione dei reperti conservati presso la Soprintendenza e nei musei del territorio per meglio verificare l’inquadramento cronologico dei diversi siti.

In continuo aggiornamento

La carta, resa disponile in questi giorni e che trova pochi confronti a livello nazionale per ampiezza del territorio considerato contemporaneamente, sarà soggetta nel tempo a periodici aggiornamenti.

(Immagini per gentile concessione del MiC - SABAP-CO-LC)

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