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Nova Milanese

In cima alla torre il gemellaggio tra campanari

Il giorno della celebrazione delle Cresime, il novese Paolo Branchi, 25 anni e Mario Schifino, 74, arrivato da Morano Calabro per conoscerlo, hanno suonato insieme.

In cima alla torre il gemellaggio tra campanari
Attualità Desiano, 24 Ottobre 2021 ore 18:30

Le campane hanno suonato a festa in occasione delle Cresime. Per l’occasione, in cima al campanile della chiesa Sant’Antonino, si è suggellato un gemellaggio davvero singolare tra due appassionati d’eccezione: il novese Paolo Branchi e Mario Schifino, fondatore e presidente dell’Associazione campanari di San Nicola di Bari a Morano Calabro.

In cima alla torre il gemellaggio tra campanari

Il ponte tra Nova Milanese e la cittadina in provincia di Cosenza si è creato grazie all’amore per le campare.
«Ho visto questo ragazzo in alcuni servizi in televisione e fin subito sono rimasto incantato e sorpreso dalla sua bravura – ha spiegato Schifino, classe 1947 di Morano Calabro – I miei figli abitano a Muggiò e così non ci ho pensato due volte e sono partito con l’intento di conoscerlo».
Così ha intrapreso un viaggio di più di mille chilometri per incontrare il giovane campanaro di 25 anni. «Oggi non ci sono più giovani che si appassionano alle campane – ha spiegato – Io ad esempio ho iniziato a suonarle da bambino e ho smesso a 15 anni. Ho ricominciato 45 anni dopo, solo perché il sacrestano era ammalato. In quel momento mi sembrava di non aver mai smesso».
Il gemellaggio tra gli appassionati di campane si è concretizzato sabato 9 ottobre: i due campanari, infatti, hanno omaggiato la città con diverse melodie in attesa della cerimonia delle Cresime.
«Mario ha suonato all’ingrande delle solennità con quattro campane – ha spiegato il giovane campanaro novese – Io, invece, ho suonato con sei, “Sul cappello”, il canto degli alpini, la sigla del film Don Camillo e Peppone e vari melodie mariane».

Paese che vai, tecnica di suonare che trovi

Il 74enne, infatti, si è servito di alcuni nastri per muovere le campane. Branchi, invece, ha percosso dei tasti legati mediante delle catenelle ai batacchi: «La  tecnica di Mario è molto arcaica. Crea lo scampanìo attraverso il movimento delle braccia, dei piedi e del corpo – ha spiegato il novese – Io invece utilizzo il pugno della mano per farle suonare. Mario ci teneva a farci sentire il suo modo di suonare le campane a festa in un campanile che non è nello stile calabrese. Ho colto l’occasione di far ascoltare ai novesi un suono non vicino alle nostre tradizioni. Lo posso solo ringraziare, mi ha fatto scoprire un suono diverso da quello a cui sono abituato».

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