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E' la prima volta

In rianimazione per una grave patologia: l'ospedale apre le porte al suo amato cagnolino

La Direzione Sanitaria ha permesso l’accesso all'animale d'affezione per consentire al suo padrone di poter stare un po' con lui. "Effetto motivazionale utile a superare le difficoltà".

In rianimazione per una grave patologia: l'ospedale apre le porte al suo amato cagnolino
Attualità Vimercatese, 09 Marzo 2022 ore 11:45

L'affetto che può crearsi tra un cane e il suo padrone non ha confini e - è proprio il caso di dirlo - può aprire tutte le porte. In questa storia emozionante che vi stiamo per raccontare le porte che si sono aperte, oltretutto per la prima volta nei confronti di un animale d'affezione, sono state quelle dell'Ospedale di Vimercate.

In rianimazione per una grave patologia: l'ospedale apre le porte al suo amato cagnolino

La Direzione Medica del nosocomio di via Santi Cosma e Damiano ha infatti consentito, qualche giorno fa, l’accesso in Rianimazione di un cagnolino per consentire al suo padrone degente, un ultra ottantenne con una severa patologia neurologica,  di poter stare un po' insieme al suo fidato amico a quattro zampe.
I due infatti sono profondamente legati, stanno sempre insieme, vivono quasi in simbiosi. Ecco allora che gli operatori sanitari insieme alla moglie del paziente decidono di portargli l’animale in ospedale: così, per tenergli compagnia, per aiutarlo a far fronte alla crisi che l’ha portato in rianimazione.

E’ stato bellissimo, commovente, raccontano gli operatori: non era mai successo prima.

Il regolamento e la deroga

L’accesso degli animali da compagnia nella struttura ospedaliera di Vimercate infatti è regolamentato da un documento che prevede il loro accesso nel presidio ospedaliero soltanto nelle aree destinate all’accoglienza, alla prenotazione e all’accettazione. “

Però nel caso specifico era più che meritata una deroga, vista la relazione e l’affezione tra i due e la situazione del paziente”, spiega
Milena Caglio, Direttore Medico di Presidio. “Assicurare la continuità della relazione empatico-affettiva tra i degenti e i loro animali; generare dalla presenza degli animali un effetto motivazionale utile a superare le difficoltà del paziente”. Questi sono stati gli obiettivi che hanno riconosciuto gli specialisti nel prendere questa scelta.

 

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