Un parco pubblico da 8mila metri quadri, “arricchito” da 35 alberi a cui presto se ne aggiungeranno altri 37 e che vede la presenza di una serie di panchine di design, nonché di una pista ciclopedonale che lo attraversa. Un’area la cui genesi (ma anche il cui esito), ha sollevato non poche voci critiche: il primis perché legata a un intervento edilizio che ha portato alla realizzazione di due palazzi “in un quartiere già fortemente urbanizzato”. E il secondo luogo perché, come ha evidenziato una rappresentante del Comitato nato (sotto la precedente Amministrazione) “per salvare l’ultimo spazio di campagna del quartiere”, “il giardino, così, come è stato realizzato presenta non poche criticità”.
Inaugurato il parchetto di via Perosi
E’ stato inaugurato oggi, venerdì 27 febbraio 2026, il nuovo parchetto pubblico di via Perosi, in zona Cazzaniga, a Monza. A tagliare il nastro, il sindaco Paolo Pilotto, con l’assessore ai Lavori pubblici Marco Lamperti, l’assessora al Verde Irene Zappalà, l’assessore al Bilancio e vicesindaco Egidio Longoni e il dirigente del settore, l’architetto Alberto Gnoni. Presenti anche gli alunni della vicina scuola primaria Bachelet che hanno cantato l’inno e rivolto domande agli amministratori, nonché alcuni residenti del quartiere.
Le alberature presenti
Il parco è stato realizzato dall’operatore privato nell’ambito di un Permesso di Costruire Convenzionato a scomputo oneri per un valore finale delle opere di oltre 257.000 euro (157mila per l’area verde). L’area ha un doppio ingresso da via della Birona e via Leoncavallo e comprende gli impianti di illuminazione, videosorveglianza, irrigazione, elementi di arredo tra cui panchine e cestini, un percorso ciclopedonale in calcestre lungo 250 metri e un gioco 6 “a chiocciola” realizzato in pietra lavica di pregio. Trentacinque le essenze arboree piantate tra cui olmi, aceri, mimose, ginkgo biloba, paulonia e albero dei tulipani. Quasi 400 sono gli arbusti impiegati per realizzare le bordure con lavanda, rosmarino, conifere nane, melograno e spirea. E presto, ha assicurato il primo cittadino, “arriveranno altri 37 alberi ad alto fusto che, una volta cresciuti, porteranno ombra. Ci saranno magnolie, sequoie, frassini e molte altre varietà ancora. I nuovi alberi non si possono mettere a dimora già grandi, quindi si dovrà pazientare qualche anno, ma non troppi. Basti pensare che lo stesso abbiamo fatto nell’area di via Sacconaghi circa tre anni fa e ora gli alberi sono già abbastanza grandi da garantire l’ombra che, in estate, è fondamentale”.
Un progetto, due Amministrazioni
“Sono particolarmente contento di questa inaugurazione perché so quanto i residenti aspettassero l’apertura del parco – ha aggiunto l’assessore Lamperti – E’ stato un lavoro lungo: l’urbanizzazione dei due palazzi che sorgono proprio qui a ridosso, è cominciata sotto la precedente Amministrazione e ha portato ora in dote questo parco. E’ uno dei dieci parchi che erano previsti nei quartieri della città, secondo lo strumento urbanistico. Alcuni li abbiamo già aperti, altri lo faremo in futuro. Questo era particolarmente atteso. So che nell’ultimo anno i residenti, che lo vedevano praticamente concluso, si chiedevano come mai non venisse aperto, ma i lavori pubblici hanno non solo un’esecutività materiale. C’erano alcuni documenti da completare e alcuni aspetti da risolvere con l’operatore. Ora finalmente, alla soglia della Primavera, consegniamo l’area alla collettività”.
Critico il comitato via Perosi
Restano scettici i rappresentanti del Comitato di via Perosi che era nato quando ancora i palazzi non erano tati realizzati, “per salvare l’ultimo baluardo di verde del quartiere”, come avevano più volte sottolineato. All’epoca – tra il 2019 e il 2020 – c’era stata una grande mobilitazione, con tanto di raccolta firme e iniziative di sensibilizzazione con comunicati, cartelli, e presidi. “Tutto invano – ha commentato una rappresentante – Alla fine hanno costruito, tra l’altro proprio a ridosso di un altro caseggiato, e ci hanno impiegato sei anni a realizzare un’area verde che, a oggi, riteniamo non sia adeguata alle esigenze dell’utenza. Non ci sono attrezzature ludiche, le panchine scelte non hanno lo schienale e dunque non certo comode per le persone anziane. Il verde si spera poi che sopravviva….”. Il problema, ha concluso, “è che in zona non c’è più uno spazio libero: oltre a questi due palazzi ce n’è un altro in costruzione a pochi metri di distanza. Senza dimenticare in via Clementi, dove andranno a edificare ancora. Non è proprio più un quartiere vivibile”.