Comunicato – "Io studio a Meda": tra il nome e la realtà, un abisso.
Finalmente la stampa locale ha fatto ciò che l'Amministrazione avrebbe dovuto fare fin dal primo giorno: informare i cittadini sulla reale portata del progetto "Io studio a Meda". E la realtà, lo diciamo con amarezza ma senza sorprese, è ben lontana da ciò che il nome – volutamente altisonante – lascia intendere.
Perché chi legge "Io studio a Meda" pensa alla scuola. Pensa a forme di sostegno alle famiglie per l'acquisto di materiali didattici. Pensa, insomma, a un investimento sul futuro dei nostri ragazzi. Invece si tratta, molto più prosaicamente, di una normalissima carta sconto riservata ai residenti. Niente di più, niente di meno.
Sia chiaro: non siamo contrari alle iniziative a favore del commercio locale. Anzi, sostenere le attività economiche del nostro territorio è un obiettivo che condividiamo pienamente, e ogni misura in tal senso merita attenzione. Ma allora chiamiamola con il suo nome: una carta fedeltà comunale, un incentivo al consumo, uno strumento di marketing territoriale. Non ammantiamola di retorica sull'istruzione e sulla centralità della scuola, perché così facendo si compie un'operazione doppiamente scorretta: si illudono le famiglie e si sminuisce il valore stesso della parola "studio".
Detto questo, le domande restano sul tavolo – e sono domande pesanti.
Quanto è costato, realmente, questo progetto alle casse comunali? Quali sono gli investimenti sostenuti per la progettazione, la realizzazione, la comunicazione, la gestione? E soprattutto: qualcuno si è posto il problema di misurarne l'efficacia? Esiste una proiezione, anche solo indicativa, dell'incremento di fatturato atteso per le attività aderenti? E a consuntivo, qualcuno si prenderà la briga di verificare se quei numeri sono stati raggiunti?
Noi ne dubitiamo assai. Perché la storia recente di questa Amministrazione ci insegna che le iniziative vengono lanciate con grande enfasi comunicativa, ma raramente – per non dire mai – vengono sottoposte a una seria valutazione di merito. Si inaugura, si taglia il nastro, si pubblica la foto sui social. E poi? Il silenzio. Come se la politica si esaurisse nell'annuncio e non nella verifica dei risultati.
Noi crediamo che i cittadini di Meda meritino di più. Meritino trasparenza sui costi, serietà nella comunicazione, e soprattutto il coraggio, da parte di chi amministra, di sottoporre le proprie scelte al giudizio dei numeri e non solo a quello degli slogan.
La scuola è una cosa seria. Il commercio è una cosa seria. La trasparenza lo è altrettanto. Evitiamo di confondere le une con le altre solo per strappare un titolo.