Nel trasporto merci su ferro un bypass per evitare il nodo di Milano e «alleggerire» il transito nelle tratte Seregno – Monza e Milano Greco – Turro – Lambrate.
La Seregno-Carnate raddoppia
L’ipotesi è allo studio di Rfi, Rete ferroviaria italiana, che ha avviato la progettazione (il cosiddetto DocFap, Documento di fattibilità delle alternative progettuali) per individuare una «gronda» merci nord – est.
Di recente se n’è parlato al convegno di Milano promosso dall’Associazione italiana linea ferroviaria di Alta capacità Gottardo, nel quale Michele Rabino – responsabile Sviluppo infrastrutture area nord ovest di Rfi – ha illustrato gli interventi strutturali e di potenziamento tecnologico previsti a nord e sud di Milano, entro il 2035.
Allo studio del gestore delle infrastrutture un itinerario alternativo per ridurre i treni merci nel nodo di Milano, attraverso il raddoppio della linea Seregno – Carnate e una nuova linea in variante da Carnate verso sud, fino a Melzo-Treviglio.
Il tragitto potrebbe includere il servizio passeggeri, per raggiungere anche Vimercate adesso sprovvista della ferrovia.
Con meno convogli merci attorno a Milano si potrebbero prolungare le relazioni da Milano Greco a Monza, garantendo anche una maggiore regolarità.
Di particolare importanza anche il potenziamento della linea Milano – Chiasso, visto il traffico merci al valico del Gottardo con quasi 17mila treni in circolazione nel 2024 e l’obiettivo di 170 tracce al giorno.
Lo studio di fattibilità di Rfi ha individuato come soluzione preferibile la realizzazione di un terzo binario in affiancamento alla linea esistente tra Camnago-Lentate e Carimate (circa tre chilometri), un nuovo posto di movimento a Seregno con una coppia di binari di precedenza per i treni merci, nonché un nuovo assetto del bivio Rosales, all’altezza di Cucciago-Albate.
Escluso dunque il quadruplicamento della tratta da Seregno verso Como, di cui si parlava da molti anni e auspicato da molte imprese ferroviarie, bensì una sorta di «compromesso» per aumentare la capacità della linea con costi meno sostenuti e un impatto più limitato sul territorio. Per questo progetto è già stato inviato il DocFap al Ministero dei trasporti, come previsto dall’attuale contratto di programma: nei prossimi mesi sono previste le successive attività per sviluppare la progettazione di fattibilità tecnico-economica.
Nel complesso Rfi, fino al 2035, ha previsto nel nord-ovest circa 60 miliardi di investimenti, di cui il 60 per cento già finanziati, per il potenziamento del traffico merci, perché solo attraverso linee e terminali di nuova generazione si ritiene possibile aumentare la competitività del sistema logistico e incrementare la quota modale del trasporto ferroviario.