Metti di non capire nulla di meccanica e motori. Ma di essere comunque appassionato di auto e motociclette. E allora quale occasione migliore del cimentarsi in una corsa avventurosa ad dirittura alla guida di una vecchia “Panda”? Dal cuore della Brianza al deserto del Sahara, in Marocco. E’ la sfida che hanno lanciato qualche mese fa due grandi amici e che si concretizzerà subito dopo Pasqua.
La sfida nel Sahara su una vecchia “Panda”
Non è l’inizio di un film d’avventura, ma la storia del villasantaese Giacomo Muneratti e dell’amico milanese Pietro Bonfanti, due giovani imprenditori nell’ambito delle start up, pronti a mettersi alla prova nel “Panda Raid 2026”, una delle esperienze motoristiche più affascinanti e fuori dagli schemi. L’idea è nata quasi per caso durante un viaggio in moto in Sardegna. La passione per i grandi raid africani, come la Dakar, ha fatto il resto…
“Abbiamo cercato qualcosa che assomigliasse vagamente alla Parigi-Dakar dove potessero partecipare “principianti” – racconta entusiasta Giacomo Muneratti (una vita all’insegna dello sport, calciatore fino alla Juniores Nazionale della Caratese, poi rugbista, mentre il fratello Pietro è preparatore atletico dell’Italia femminile di volley, ndr) – Il “Panda Raid” è sembrato subito una versione più accessibile, ma non per questo meno impegnativa”.
L’impresa di due “non-meccanici” brianzoli
“Non sappiamo fare niente…”, raccontano con ironia. E forse è proprio questo il bello della sfida: partire da zero e trasformare un’auto semplice e iconica come la “Panda” in un mezzo capace di affrontare il deserto. Ma esattamente cosa è il Panda Raid? Non una gara di velocità, ma un vero e proprio raid: oltre 2.000 chilometri attraverso il Marocco, tra piste off-road, montagne e tratti desertici fino alle porte del Sahara.
“Contano resistenza, orientamento e spirito di adattamento. La navigazione è fondamentale: niente Gps, ma un “road book” da interpretare passo dopo passo, con indicazioni essenziali. Ad esempio, con la segnalazione che a un determinato km del percorso, si troverà un albero e bisognerà girare”
La ricerca dell’auto giusta
La loro avventura è iniziata con la ricerca dell’auto giusta: una “Panda” prima serie, trovata sui colli bolognesi da una coppia di contadini per 3.500 euro. “Siamo andati a prenderla insieme ad un carrozziere…”: e da lì è partito il “lavoro” vero e proprio per affrontare l’impresa. Carrozzeria sistemata tra ruggine e saldature, e ora interventi su sospensioni e sicurezza, con l’obiettivo di rendere la vettura pronta ad affrontare terreni difficili. In realtà, non solo deserto, ma anche strade tortuose di montagna fino oltre i 4 mila metri: “Pochi forse lo sanno, ma in Marocco si scia anche…”, aggiunge Muneratti.
Alla vigilia del viaggio
Il viaggio prenderà il via ad aprile. L’8 aprile Giacomo e Pietro partiranno per Almería, in Spagna, dove il giorno 11 si terranno i controlli tecnici prima dell’imbarco verso l’Africa. Poi inizierà il raid: otto giorni, circa 1.500 chilometri di tappe tra paesaggi estremi, notti in tenda e ripartenze all’alba. Nel frattempo, accanto alla sfida sportiva, Giacomo e Pietro hanno deciso di dare un significato in più al loro progetto, avviando una raccolta fondi per sostenere un’iniziativa solidale. Un modo per trasformare un’avventura personale in un’occasione di condivisione…
Proprio per coinvolgere il territorio, sabato hanno organizzato una serata aperta al pubblico al Birrificio Railroad di Seregno. E’ stata occasione per raccontare il progetto, mostrare la Panda e condividere entusiasmo e preparativi con amici, appassionati e curiosi.