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La soprano Sofia: "La mia voce per regalare emozioni"

Intervista a una giovane talentuosa che spesso si esibisce con l'organista e pianista di Sovico, Francesco Parravicini.

La soprano Sofia: "La mia voce per regalare emozioni"
Attualità Caratese, 14 Gennaio 2022 ore 16:44

"Canto perché è la mia passione fin da bambina e perché per me è fondamentale regalare momenti di gioia". E' il pensiero della soprano di Macherio, Sofia Maria Riva.

La soprano Sofia Maria Riva

Sofia Maria Riva, 27 anni, residente a Macherio, che ha fatto della sua passione un lavoro. E’ una soprano e spesso si esibisce in coppia insieme all’organista e pianista Francesco Parravicini di Sovico in concerti di musica operistica e da camera, e anche concerti di musica sacra. "Ho conosciuto Francesco circa sei anni fa mentre studiavo Canto Lirico - racconta la soprano - Abbiamo iniziato a provare insieme e ci siamo subito trovati molto bene. Quando mi capita di cantare con altri pianisti spero sempre che mi vada bene perché comunque anche questo è un lavoro di squadra e deve esserci molta sintonia dal punto di vista tecnico. Facciamo anche matrimoni, ovviamente per quel che riguarda la cerimonia in chiesa. Solitamente sono i Comuni o le associazioni che organizzano i concerti e ci chiamano, a volte si tratta di concerti abbinati a letture di poesie come l’ultimo a Sovico il giorno dell’Immacolata. Insieme a Carlotta Colombo ho cantato il Magnificat di Vivaldi e il Laudate di Mozart. Recentemente invece ad Albiate abbiamo proposto un repertorio nuovo: musiche degli anni Cinquanta. Dopo questa ultima esibizione, che è piaciuta tanto alla gente, abbiamo deciso di provare ad ampliare il nostro repertorio introducendo anche il jazz. Perché l’opera è bella ma a volte un po’ limitante e se vuoi aprirti al grande pubblico devi portare arie famosissime".

L'esibizione con l'orchestra di Lesmo

"Purtroppo questi due anni sono stati complicati a causa del Covid - spiega la soprano - Molti dei concerti che avevo in programma sono stati cancellati. Ma durante il lockdown ho avuto l’occasione di cantare con la NeverSeen Orchestra di Lesmo, composta da giovani che studiano in Conservatorio e alla Scuola Civica, diretti da Gianmaria Bellisari. Nel mese di luglio abbiamo fatto concerto live ma senza pubblico, in Villa Borromeo ad Arcore. Abbiamo portato un programma barocco: À Chloris di Reynaldo Hahn, Amaté Adea, Cantus Insolitus (questi ultimi due brani sono tratti invece da: “Adiemus: Songs of Sanctuary”, del compositore gallese Karl Jenkins). Due musiche molto particolari perché combinano influenze classiche ed etniche, per dar vita a suoni tribali e a tratti misteriosi. Contemporaneamente sto facendo anche dei concorsi canori. Purtroppo dall’anno scorso, causa Covid, vengono organizzati online. Lo scorso anno ho vinto il primo premio al concorso “Città di Tradate”».

Il servizio completo è pubblicato sul Giornale di Carate in edicola da martedì 11 gennaio 2022.

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