Le strade sono ancora avvolte dalle tenebre quando i primi fedeli salgono le scale del sagrato. Passano pochi minuti e la chiesa parrocchiale di Concorezzo è già stracolma nonostante, fuori, l’alba del Sabato Santo di Pasqua non sia ancora del tutto sorta.
La Via Crucis all’alba sveglia la città nel Sabato Santo
Il fresco del mattino che accompagna questa settimana di maltempo è quasi pungente. Ma a colpire maggiormente, come sempre, è la devozione della gente che, in occasione della Via Crucis vera pietra miliare della tradizione quaresimale della città, anche quest’anno non ha voluto mancare all’appuntamento con la Pasqua. Migliaia, infatti, le persone che alle prime luci del giorno hanno partecipato a uno dei momenti solenni più forti e sentiti dall’intera comunità. Che ancora una volta diventa tutt’uno con la Passione del Signore accompagnandolo verso il giorno della Resurrezione.
“Per l’uomo, Dio è diventato ingombrante”
Prima il momento di preghiera celebrato in chiesa; poi, il corteo per le vie del centro, aperto dal maestoso Crocefisso portato a spalla dai tanti volontari che si alternano durante la processione. Dietro ad esso, le due foltissime ali di fedeli, precedute dal parroco don Paolo Brambilla e i sacerdoti della comunità:
“Quando Dio nasce non c’è spazio per Lui nella città dell’uomo; quando Dio muore, muore fuori dalla porta della città: la città dell’uomo lo mette da parte – le parole di don Paolo dall’ambone – La Storia si ripete. Anche nella nostra Europa Dio è diventato ingombrante. Non bisogna fare riferimento a Dio, non bisogna ricordare le origini cristiane, non bisogna dare spazio a Dio. E allora la città dell’uomo, finalmente libera da Dio, può esprimere tutta se stessa. E così l’uomo scopre che ha diritto di dare la vita e la morte, di decidere cosa è degno di esistere e cosa no. Nella città senza Dio, l’uomo ha pensato che per dare un futuro più radioso si possa fare la guerra, si possa dare la fame a un popolo, si possa mandare dei ragazzi a morire. Nella città senza Dio, l’uomo si stanca dei bisogni degli altri: e diventa normale che a decine si possa morire nel mare, che qualcuno non abbia da mangiare. L’uomo smette di generare e di indicare il senso della vita ai figli: anziché dare il pane per vivere, diamo loro i coltelli. Abbiamo rinunciato a educare, perché siamo liberi da Dio. In una parola, nella città dell’uomo, dove Dio è stato cacciato, il male dilaga come un diluvio”.
Una folla in cammino
E mentre le case sono ancora serrate e le strade deserte, un popolo silenzioso si mette in cammino. Non ci sono grida, non c’è il rumore frenetico della Brianza che corre. C’è solo il battito ritmico di centinaia di passi lungo le strade e il crepitio delle fiamme dei lumini che posti sui davanzali, sui gradini delle abitazioni, accompagnano i fedeli nel cammino. La partecipazione è, ancora una volta, qualcosa che toglie il fiato: centinaia di persone, una marea umana che sfida il sonno e il freddo per farsi testimone di un mistero antico. Ci sono i nonni che stringono il rosario tra le dita segnate dal tempo; ci sono i giovani, con gli occhi ancora gonfi ma accesi di una luce diversa.
Un aiuto a padre Enea
Lungo il percorso, i ragazzi e i volontari della Protezione civile sorreggono i megafoni impegnati a scandire le letture e le orazioni legate alle quattordici stazioni della Via Crucis, ripercorsa per intero prima di fare ritorno in chiesa. Dove, sul sagrato, i volontari hanno infine raccolto le offerte della Quaresima, quest’anno devolute alla comunità di El Carmen, dove si trova padre Enea: un aiuto concreto per le persone colpite dalla violenza e per sostenere l’attività di cura ed educazione dei bambini abbandonati o con problemi in famiglia.
Quando l’ultimo passo raggiunge la meta, il cielo sopra Concorezzo inizia finalmente a schiarirsi, virando dal blu profondo all’oro. È l’alba. La stanchezza sparisce, lasciando il posto a una pace profonda che solo chi ha camminato nel buio sa riconoscere. Non è stata solo una processione, ma il risveglio di un’intera comunità che, insieme, ha scelto di andare incontro alla luce.
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