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Vicenda fantozziana

Lamentele per la festa dei disabili, solidarietà al Baskin

Un residente ha scritto in Comune per chiedere di bandire i momenti ludici

Lamentele per la festa dei disabili, solidarietà al Baskin
Attualità Monza, 10 Dicembre 2021 ore 16:53

Una pioggia di solidarietà da più parti è arrivata al Baskin San Fruttuoso di Monza, investito dalle lamentele di un residente per una festicciola dedicata a due ragazzini disabili del Basket inclusivo. Anche l'assessore Sassoli e la consigliera comunale Martinetti si sono schierati al fianco del Sanfru Basket.

La storia

La storia, raccontata sul Giornale di Monza in esclusiva martedì 7 dicembre, risale a sabato  27 novembre quando il Baskin, il basket inclusivo di San Fruttuoso, ha festeggiato due compagni di squadra, gemelli, entrambi con disabilità, che compivano quindici anni. Un piccolo momento ricreativo a margine dell’allenamento della mattina che ha visto intonare (alla bene meglio) un Tanti auguri e mangiare qualche pizzetta, brindando agli amici, nel campo della scuola «Sabin» di via Tazzoli dove si allena il basket di San Fruttuoso.

La lamentela

Sembra incredibile ma quel momento spensierato in mezzo alla pandemia che ha coinvolto per lo più atleti diversamente abili giovanissimi non è stato gradito da un vicino che ha pensato bene di mandare una mail di lamentele in Comune, all’Ufficio Sport per la precisione, per chiedere che «non ricapiti mai più». Dell’episodio il Comune ha chiesto conto al SanFru Basket per capire cosa fosse successo e se davvero ci fosse stato «troppo rumore molesto», come segnalato da un residente che abita vicino al campo della «Sabin». Una vicenda a dir poco fantozziana, dal momento che la metà dei disabili che fanno parte della squadra e che erano presenti alla festicciola improvvisata sono non verbali e quindi nemmeno parlano, come ha subito fatto notare Alessandro Flego del Sanfru Basket.

Lo sfogo della mamma

Senza parole è rimasta anche la mamma dei due gemelli che aveva chiesto alla società di poter dedicare quel momento ai suoi figli assieme ai compagni per regalare loro un sorriso. «Parliamo di un piccolo brindisi durato venti minuti visto che hanno finito l’allenamento alle 12.30 della mattina e alle 13 eravamo già a casa. Ovviamente erano presenti anche alcuni genitori perché i nostri figli non sono in grado di stare da soli e c’erano anche i volontari - ha raccontato - Era una bella giornata di sole, eravamo all’aperto e non era un orario del silenzio, non so se ridere o piangere al pensiero che qualcuno si possa essere lamentato. Una cosa assurda, oltretutto visto che molti dei ragazzi non parlano nemmeno».

Quest'estate furono i canestri

Tutto fa pensare che sia lo stesso residente che si era lamentato quest’estate del rumore del palleggio, costringendo il Comune a rimuovere i canestri al parchetto della «Sabin» in modo che i ragazzi non ci potessero più entrare.
Un episodio che già allora aveva indignato il quartiere, dal momento che lo sport, da sempre, è un’occasione ricreativa positiva per i ragazzi. «E proprio il San Fru Basket fa qualcosa di importante proprio per integrare tutti perché non esiste niente di più inclusivo del Baskin che prevede che palleggino e vadano a canestro atleti disabili e non in squadra assieme in perfetta cooperazione - ha raccontato la mamma dei due giocatori - Come genitore mi è molto spiaciuto, avrei voluto parlare con quel residente per spiegargli che dopo tutto quello che è successo in questi due anni non ha proprio senso smorzare anche un’iniziativa così bella come quella del Sanfru Basket. Diamo ai nostri ragazzi una possibilità di trovarsi nello sport».

La solidarietà

Davanti all'accaduto in moltissimi nel quartiere hanno espresso solidarietà al SanFru Basket. Parole di condanna nei confronti del residente che si è lamentato sono arrivate anche dall'assessore alle Pari opportunità Martina Sassoli: «Apprendo dalla stampa di questo episodio che è talmente surreale da sembrare stralciato da “il lercio”. Ma purtroppo, in un mondo strano come il nostro, è reale e si è verificato proprio a Monza, nella nostra città tanto inclusiva e che si fregia con orgoglio di avere una ricchezza associativa fatta soprattutto di volontari che si prestano per offrire delle sane occasioni di socialità a tutti. Spiace, purtroppo, leggere di questi episodi che non rendono onore all’impegno di queste belle realtà sociali cui va tutta la mia solidarietà». Simile il giudizio anche della consigliera comunale Anna Martinetti: «Solidarietà alla squadra, sono rimasta senza parole».

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