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L’Amministrazione vuole rendere omaggio al podista generoso e allo chansonnier

E’ stato messo nero su bianco nel Documento unico di programmazione portato sui tavoli del Consiglio comunale.

L’Amministrazione vuole rendere omaggio al podista generoso e allo chansonnier
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La pista d’atletica intitolata ad Antonio Dell’Oca, il vicino sentiero a Francesco Magni. Un doppio omaggio quello che ha in animo l’Esecutivo, a due colonne del paese delle quali, in questo mese di gennaio, ricorre l’anniversario della morte, il settimo per il podista «papà» degli «Amici dello sport» ed il primo per lo chansonnier di Brianza.

L’Amministrazione vuole rendere omaggio al podista generoso e allo chansonnier

E’ stato messo nero su bianco nel Dup, il documento unico di programmazione portato sui tavoli del Consiglio comunale a fine dicembre. Al centro c’è il progetto di ampliamento del centro sportivo di via Magellano: partito con la prima Giunta Verbicaro e arrivato - una volta ottenuta l’autorizzazione paesaggistica del Parco Valle Lambro - alla fase esecutiva con il commissario straordinario Giacomo Pintus.
Si parla di un intervento da 845 mila euro secondo il quadro economico preventivato, 678 mila dei quali di opere. Queste ultime si sostanziano in due campi da padel in erba sintetica e con illuminazione a led, un nuovo fabbricato in legno che ospiterà un locale ristoro, una biglietteria in prossimità dell’ingresso principale dell’impianto e un’area fitness attrezzata con i macchinari recuperati dal parco della Campagnola. Si aggiunge poi la pista d’atletica: un rettifilo a tre corsie in gomma rossa, parallelo al campo da calcio a 11 di dimensioni pari a 4 metri per 114. Una volta uscita dalla carta, porterà il nome di Dell’Oca, morto nel gennaio del 2015 a 72 anni. Un atleta ed un uomo eccezionale: fondatore e storico presidente degli «Amici dello sport», avisino, amico degli Alpini, volontario Avo e del centro parrocchiale, membro della corale.

L’idea è inoltre quella di realizzare un percorso vita che «integri il centro sportivo con tutta l’area verde della Gagiada con un sentiero che vorremmo dedicare a Francesco Magni», recita il Dup.

Subito nei giorni successivi alla scomparsa del 71enne cantautore, avvenuta il 12 gennaio dello scorso anno nella sua casa della Molera, si era iniziato a pensare ad un modo per rendergli omaggio. Tra le proposte c’era l’intitolazione di una via della «sua» Capriano avanzata dal compaesano Mirko Civillini, e «un percorso legato all’ambiente sul Lambro o la Bevera, oppure alla cultura della tradizione nella nuova piazza Annoni» come allora suggerito dal vicesindaco.

Un anno senza Francesco Magni

Era il 12 gennaio del 2021 quando lo «strepennato» capace di conquistare Sanremo chiudeva gli occhi per sempre nella sua cascina ristrutturata alla Molera. Mercoledì, giorno del primo anniversario della scomparsa, l’assessore alla Cultura Antonella Casati ha voluto dedicargli un lungo post sui canali social della maggioranza.
«Caro Franz, me lo fai un altro caffè? - inizia il ricordo - Così possiamo andare avanti per ore, a disquisire un po' per diletto e un po' per necessità, della vita e delle sue contraddizioni, della musica e delle tue ispirazioni. È passato un anno. Ma con la mente torno sempre là, alla Molera, davanti al camino, con i gatti e la Giusina, ad ascoltarti raccontare di tutti i tuoi viaggi. I più affascinanti sono sempre quelli che hai fatto dentro te. Che poi alla fine non eri solo questo, eri molto di più... Uno dei maggiori esponenti della canzone d'autore lombarda con una lunga carriera costellata di importanti collaborazioni e spero qualche soddisfazione. Un narratore elegante della Brianza intera, capace di fermare il tempo con le tue note cariche di bellezza, tradizione e amore».
«È passato un anno da quando un'intera comunità ha perso il suo autore più ironico e sincero, un pensatore acuto, un critico severo ma troppo spesso giusto - continua Casati - Questa tua comunità ti sarà sempre grata Franz, per averle restituito di sé stessa un'immagine tanto poetica quanto nostalgica e mi auguro che sia capace di cogliere gli importanti insegnamenti nascosti tra i tuoi versi. Oggi però ti tengo un po' per me e mi soffermo su un ricordo preferito: il tuo sorriso abbagliante mentre lavori nell'orto, quello che sta proprio lì, sopra il burrone. Poi prendi la chitarra e ci accenni qualcosa, cambiando sia la musica che le parole, forse per vedere se siamo attenti o forse semplicemente perché ti diverte così. Le tue canzoni resteranno nei cuori di chi ti ha conosciuto, ma non solo. Le tue melodie le porta il vento a tutti noi che non smetteremo mai di imparare dallo spiritello contento!».

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