«L’Ecomuseo deve vivere e coinvolgere il territorio». L’appello alle istituzioni della fondatrice Mariuccia Elli che ha dedicato decenni a raccogliere aneddoti e racconti per dare un’identità alla «gente di Nova»
Appello per l’Ecomuseo
«L’ecomuseo di Nova Milanese deve vivere e coinvolgere la gente del territorio». E’ un appello alle istituzioni a valorizzare un patrimonio inestimabile del territorio quello lanciato da Mariuccia Elli, fondatrice dell’associazione Il Cortile che l’anno scorso ha festeggiato cinquant’anni di fondazione. Classe 1935, energica e determinata, la novese ha dedicato decenni a raccogliere aneddoti e racconti per dare un’identità alla «gente di Nova», tra vita nei cortili, lavoro nei campi e canti popolari.
L’accreditamento regionale
Ha fondato anche il Gruppo di ricerca e canto popolare che ha raccolto 350 canti italiani e stranieri e composto 18 recital. Agli inizi degli anni Duemila ha iniziato il percorso per costituire l’Ecomuseo del Territorio di Nova Milanese nel Parco Grugnotorto Villoresi, che è l’unico della provincia di Monza e Brianza, istituito poi nel 2008. Elli si è impegnata anche per l’accreditamento da parte di Regione Lombardia che richiede determinati requisiti ed è soggetto a rinnovi. L’ultimo riconoscimento è arrivato nel dicembre 2025 seppur con qualche raccomandazione di miglioramento poiché la Regione ha ravvisato «alcune criticità dal punto di vista comunicativo che necessitano di essere rafforzate poiché le attività non valorizzano appieno l’azione ecomuseale».
La nascita
Negli anni ‘70 Elli aveva capito che Nova Milanese aveva bisogno di mettere nero su bianco la sua a storia altrimenti, in un periodo di forti cambiamenti come quello del secondo Dopoguerra, avrebbe rischiato di perdere la propria identità.
«La gente di Nova mi diceva che dovevo creare un museo – ha ricordato Elli – allora ho raccolto foto, documenti, oggetti di uso quotidiano e attrezzi agricoli, ho registrato le voci delle persone che mi raccontavano le storie dei cortili. I contadini mi dicevano che i ragazzi dovevano vedere e toccare gli oggetti che usavano loro per capire bene quel pezzo di storia».
I progetti portati avanti da Il Cortile
Così è stato creato il progetto dell’Ecomuseo che Il Cortile ha gestito fino a sei anni fa ma come realtà che è sempre stata comunale. In questi anni l’associazione ha promosso convegni, laboratori nelle scuole e attività teatrali, oltre a un un lavoro di ricerca sull’agricoltura con produzione di polenta e pan gialt.
La richiesta di attenzione alle istituzioni
Dal 2019 la gestione dell’Ecomuseo è in capo agli uffici comunali ma Elli continua «a fare la sentinella» affinché le istituzioni se ne prendano cura e chiede azioni concrete:
«I totem che indicano i punti di interesse in città sono stati rifatti ma la sede istituzionale in villa Brivio è chiusa da anni e non sono mai iniziati i lavori di ristrutturazione. Anche il materiale della sezione Demoetnoantropologica nella scuola Segantini è ancora chiuso in un deposito dal periodo del Covid e non è più stato esposto».
Il legame con il territorio
Un appello a non far morire questo prezioso patrimonio per la città:
«Se manca il coinvolgimento della popolazione non può esistere l’ecomuseo, che fine ha fatto il forum che riuniva i vari rappresentanti e soggetti interessati? Bisogna lavorare anche su temi significativi, progetti al servizio della città oltre alla festa del paese. Se la sede non è aperta e vissuta viene meno il legame con il territorio. Servirebbero anche dei volontari che si prendano a cuore questo progetto, come abbiamo fatto noi come associazione per tutti questi anni».