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Besana

Lettera anonima al don: L’oratorio di Calò è una discoteca all’aperto

Indirizzata a una lunga lista di sacerdoti, è stata affissa fuori dalla chiesa della frazione

Lettera anonima al don: L’oratorio di Calò è una discoteca all’aperto
Attualità Caratese, 11 Maggio 2022 ore 16:02

Guai a chi dice che a Calò non ci si diverte. Sì perché la frazione di Besana in Brianza vanterebbe pure una discoteca all’aperto. Almeno secondo quanto sostengono gli anonimi autori di una lettera di protesta indirizzata a una lunga lista di sacerdoti: dal parroco don Mauro Malighetti al vicario referente per la frazione don Antonio Anastasi, passando al prevosto di Carate don Giuseppe Conti e poi su fino al vicario episcopale di Monza don Luciano Angaroni e all’arcivescovo Mario Delpini.

Musica e rumori molesti

La missiva dei caloresi, che si fregiano di rappresentare l’intera comunità, è stata affissa nella bacheca all’ingresso della chiesa di Calò nel fine settimana, dopo un confronto tra sacerdoti e collaboratori, attirando più di una protesta da parte dei parrocchiani che per nulla si sono ritrovati nella denuncia dei concittadini. Denuncia che riguarda «la continua inciviltà nella gestione dell’oratorio di Calò, utilizzato principalmente come discoteca all’aperto», sostengono gli autori. Questi ultimi se la prendono con la musica e i rumori molesti dovuti all’oratorio estivo e poi alla festa della frazione che «dura praticamente tutti i fine settimana del mese di luglio». Musica e rumori «consentiti ben oltre le 2 di mattina». Sulla graticola anche «un grosso camion-frigo che durante una delle numerose feste viene parcheggiato all’interno dell’oratorio dove alcune famiglie hanno a poca distanza le camere da letto».

"Ricorreremo alle vie legali"

Una situazione che, si legge ancora, perdura da anni, segnalata «più volte ai vari responsabili di Calò e Besana ma il risultato è stato sempre lo stesso: disinteresse, incuria, assoluta indifferenza, importanza solo agli incassi e ovviamente nessuna soluzione».

La lettere si chiude con un avvertimento: «Se il problema non sarà prontamente risolto, ci vedremo costretti a procedere con le forze dell’ordine e per vie legali dove verranno riportate tutte le firme».

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