Lo scenario

L’ex banca chiusa da anni potrebbe diventare uno studentato

La Camera di Commercio, proprietaria degli spazi, non è riuscita a venderlo e dunque si pensa alla riconversione

L’ex banca chiusa da anni potrebbe diventare uno studentato

L’edificio di via Cavallotti, a Monza, – di proprietà della Camera di Commercio – che un tempo ospitava una banca, potrebbe in futuro diventare uno studentato, andandosi ad aggiungere a quello previsto nell’area dell’ex Caserma 4 Novembre frutto dell’accodo tra Regione Lombardia, Comune di Monza, Università Bicocca e Agenzia del Demanio.

L’ex banca potrebbe diventare uno studentato

L’idea (che va a rispondere alla crescente domanda di alloggi a prezzo calmierato) è stata messa nero su bianco dallo stesso ente che, dopo aver più volte tentato (invano) di vendere l’immobile, sta pensando ora di riconvertirlo. Gli spazi non mancano: si tratta di una proprietà di 6mila metri quadri, di cui circa 3mila destinati attualmente a uso ufficio. Per come si presenta attualmente, «al piano terra è presente una zona per la ricezione del pubblico e una a uso uffici». Al secondo e terzo piano sono presenti altri spazi che un tempo erano uffici e archivi. Nel seminterrato, oltre al caveau, ci sono 52 posti auto, depositi e locali tecnici. C’è inoltre un’area esterna recintata di circa 2.800 metri quadri con 46 posti auto scoperti.

A vuoto i tentativi di alienare il bene

L’immobile era stato originariamente acquistato dalla Camera di Commercio con l’idea di destinarlo a sede istituzionale. Progetto naufragato. E i tentativi di alienazione sono andati a vuoto. Nessun acquirente, solo un’offerta: nel 2020 BrianzAcque aveva proposto 4 milioni 550mila euro per acquisire il bene, offerta non accolta perché non era stata ritenuta congrua, visto che – almeno all’epoca – i periti avevano stimato il valore dell’immobile in 7 milioni 896mila euro, con prezzo di mercato di 6 milioni 697mila euro «in considerazione degli interventi necessari di manutenzione straordinaria sugli impianti elettrici e meccanici», viene evidenziato. Nel 2022 il prezzo stimato di vendita (questa volta messo a punto da una società cui era stato affidato l’incarico di promuoverne la vendita) è aumentato, arrivando a 7 milioni 300mila euro. Prezzo che evidentemente non ha suscitato l’interesse di alcun acquirente.
Di qui il cambio di rotta. Considerati i tentativi di alienazione andati deserti, si legge, «così come la posizione, la conformazione dell’immobile e la presenza di poli universitari, coerentemente con la mission istituzionale e al fine di valorizzare le potenzialità del territorio e la capacità di attrazione di talenti, ricercatori e personale accademico, nonché la vicinanza di Monza a Milano, l’ente ha valutato positivamente l’ipotesi di una riconversione dell’immobile a uso studentato».

Il possibile futuro

Per poter percorrere questa strada, è stato commissionato (e consegnato a fine marzo del 2025) uno studio di prefattibilità per poter poi procedere col cambio di destinazione d’uso che dovrà passare da edificio per uffici a residenza per studenti.
Lo studio aveva come obiettivo anche quello di avere una prima idea del numero massimo di posti letto ricavabili, «a seconda della configurazione che verrà scelta», nonché dei costi della ristrutturazione e delle modifiche e di probabili tempi di realizzazione.

Ci sarà la riconversione degli spazi?

In base agli esiti dello studio, «la Giunta (della Camera di Commercio, ndr) ha ritenuto opportuno verificare l’interesse del mercato a una possibile riconversione dell’immobile, valutando anche la possibilità di avviare una forma di partenariato pubblico-privato, ipotesi giudicata come «preferibile tenuto conto della complessità dell’intervento». Contestualmente è stato autorizzato l’avvio agli atti e agli adempimenti necessari per selezionale la migliore soluzione possibile e l’operatore economico.
L’avviso scade il 2 marzo di quest’anno. In base all’esito dell’avviso, «qualora pervengano proposte, si procederà alla valutazione». Entro questo mese dovrà invece pervenire l’esito della verifica di interesse culturale, condotta sull’edificio, costruito ormai oltre 70 anni fa. Un passaggio necessario per l’eventuale cambio di destinazione d’uso e redistribuzione degli spazi interni nonostante l’immobile non sia sottoposto ad alcun vincolo monumentale.