Monza

L’ex Commissariato verrà abbattuto

Non ci sono le certificazioni e la Fondazione Bellani ha deciso di procedere con la demolizione

L’ex Commissariato verrà abbattuto
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L’ex Commissariato di viale Romagna, a Monza, verrà presto abbattuto.

L’ex Commissariato verrà abbattuto

Non si salverà nulla della struttura che fino ai primi mesi del 2019 (quando poi è stata inaugurata la Questura di via Montevecchia) aveva ospitato gli uffici della Polizia di Stato e che andrà, una volta riedificato, ad accogliere persone in difficoltà abitativa. Questo perché, in occasione dei sopralluoghi propedeutici a quella che avrebbe dovuto essere una maxi ristrutturazione, è emerso come il cemento utilizzato all’epoca per realizzare l’edificio non fosse più conforme alle norme attuali.

La nuova convenzione

E dunque la Fondazione Bellani, proprietaria della struttura che si trova a Triante, all’angolo con via Meda, si è vista costretta a interrompere tutto e a procedere con una nuova convenzione col Comune.
«Convenzione che è stata firmata martedì - ha spiegato il presidente della Fondazione Bellani Eugenio Mascheroni - La destinazione rimane quella di prima, ma la struttura dovrà essere completamente demolita e ricostruita, visto che non ha ottenuto la certificazione di staticità».
I lavori di abbattimento dovrebbero partire a breve, «sicuramente entro la fine dell’anno, anche perché la struttura dovrà essere operativa entro il 2025».

La destinazione sociale

Struttura che, come si diceva, manterrà la destinazione sociale con la realizzazione di una cinquantina di alloggi destinati a persone o piccoli nuclei «in stato di emergenza abitativa per disagio sociale, economico, per ragioni sanitarie, di lavoro o di studio», si legge nella documentazione. E tre unità verranno destinate al Comune.

Niente casa di comunità

Un progetto in continuità col passato, ma anche con una differenza sostanziale rispetto alla convenzione precedente. «Non ci sarà più la Casa di comunità che era invece stata prevista con la precedente Amministrazione - ha precisato Mascheroni - Avendo ora a disposizione tale superficie al piano terra, abbiamo deciso di implementare i servizi. La cooperativa sociale milanese La Cordata, che gestirà la struttura, vi attiverà un centro destinato ai giovani con fragilità».

"Ecco perché demoliamo"

La decisione di procedere con la demolizione dell’edificio è stata dettata da fattori economici. «Gli interventi di rafforzamento delle solette e dei pilastri, necessari all’ottenimento della certificazione, ci sarebbero costati tantissimo. Fatti due conti, abbiamo deciso di abbattere e ricostruire, mantenendo la medesima volumetria di 11mila metri cubi - ha osservato Mascheroni - Abbiamo già selezionato due ditte. Una si occuperà della demolizione e della costruzione dell’interrato, mentre la seconda, una ditta italiana controllata da un colosso tedesco del settore, realizzerà la struttura di cinque piani in legno e acciaio. Sarà a emissioni di Co2 zero e con un risparmio energetico del 50 per cento».  Un progetto ambizioso che rappresenta per la Fondazione un importante investimento. «Fortunatamente abbiamo ottenuto dalle ditte che avevamo già selezionato un mantenimento dei costi, ma rimane un intervento cospicuo, anche dal punto di vista economico».

Gli alloggi per chi è in difficoltà

La maggior parte delle abitazioni che verranno realizzate saranno, così come già previsto nella prima convenzione, di dimensioni ridotte: monolocali (pensati per studenti fuori sede, anziani rimasti soli o padri separati), ma ci saranno anche soluzioni più ampie per le famiglie.
Una soluzione che guarda a quello che un tempo era il pensionato femminile: inaugurato nel 1967, aveva chiuso i battenti nel 1994, dopo aver dato ospitalità a centinaia di donne. Prima, unicamente le infermiere che arrivavano a Monza per lavorare al vecchio San Gerardo, poi anche ad altre tipologie di lavoratrici, insegnanti in primis. Ora l’edificio è inutilizzato da quando la Polizia si è trasferita in via Montevecchia ed è in attesa della sua «terza vita».

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