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L’insulto vergognoso a Spencer

Il giovane giocatore della Dipo basket apostrofato con «Negro di m...» da un avversario del Bottanuco.

L’insulto vergognoso a Spencer
Attualità Vimercatese, 03 Dicembre 2022 ore 17:00

Ignoranza, razzismo, chiamatelo come volete, ma è un episodio che non può passare inosservato quello accaduto venerdì scorso in occasione della partita di C Silver fra Dipo Vimercate e Bottanuco.

L’insulto vergognoso a Spencer

Vittima sul campo di Beranreggio (dove la Dipo gioca le partite casalinghe) il giocatore vimercatese Spencer Imasuen, classe 2001, che durante il terzo quarto del match è stato malamente definito «negro di m...» da un avversario.

Secondo la ricostruzione, Imasuen ha commesso fallo mentre era in difesa, l’attaccante ha proferito quella frase che è stata sentita chiaramente da un compagno di Spencer e da lì si sono scaldati gli animi, compreso l’allenatore della Dipo. Paolo Tassi. Pare che Imasuen non abbia percepito nulla sul momento, concentrato sulla gara e su quel fallo commesso, e nemmeno gli arbitri hanno purtroppo sentito, altrimenti avrebbero preso importanti provvedimenti. La gara poi è proseguita ed è stata vinta da Bottanuco 66-54 ma dopo quell’episodio la partita è chiaramente cambiata, soprattutto per Imasuen, in quel momento trascinatore dei padroni di casa.

«Spencer all’inizio non ha sentito nulla, poi ha capito cos’è successo e si è demoralizzato. Infatti l’ho dovuto sostituire perché ha iniziato a fare errori ed è uscito completamente dalla gara a livello emotivo. Imasuen è un ragazzo d’oro, solare, un angelo», il commento di Paolo Tassi.

Le scuse

A l termine della gara e poi nel giorno successivo, i giocatori di Bottanuco e lo staff tecnico si sono scusati, alcuni ragazzi sono stati compagni di Imasuen nelle giovanili a Busnago e quindi il clima era tutt’altro che teso, anche perché si è compreso subito la gravità dell’accaduto: i componenti della Dipo a fine partita si sono rifiutati di stringere la mano al «colpevole» che, inevitabilmente, subirà delle conseguenze, in primis dalla propria società.

«Non è il caso di alzare un polverone, credo sia stata un’uscita infelice, non c’è stato alcun seguito, i ragazzi in campo si sono ben comportati, hanno compreso l’accaduto. Voglio sperare sia stato un atto di ignoranza per provocare e innervosire un avversario, che non ci sia un pensiero razzista alla base», il commento di Dario Colombo, presidente della Dipo.

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