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Grande affetto

L'omaggio dell'Rsa Scaccabarozzi all'amato volontario

Ornago ha ricordato Giancarlo Brioschi con una toccante cerimonia.

L'omaggio dell'Rsa Scaccabarozzi all'amato volontario
Attualità Vimercatese, 10 Aprile 2022 ore 09:30

L'omaggio dell'Rsa Scaccabarozzi all'amato volontario. Ieri, sabato 9 aprile 2022, Ornago ha ricordato Giancarlo Brioschi con una toccante cerimonia.

Tanto affetto

Prima la Messa nella piccola chiesa del Sanatorio, quindi l'inaugurazione di una lapide che ricorderà per sempre Giancarlo Brioschi. Tutta Ornago ha voluto ricordare così l'amato volontario, scomparso nel 2021 dopo tanti anni spesi al servizio degli ospiti dell'Rsa Scaccabarozzi. Lui, residente ad Aicurzio, aveva fatto dell'Rsa ornaghese la sua seconda casa: qui era diventato un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli ospiti, con cui giocava a carte, chiacchierava, pregava.

"Era originario di Aicurzio, ma ogni giorno veniva qui a Ornago la mattina e la sera per tenere compagnia agli ospiti dell’Rsa - racconta l’amico Emidio Colombo, uno dei promotori dell’iniziativa - Per questo motivo ci sembrava doveroso ringraziarlo per quanto ha fatto nel corso di tutti questi anni. Se lo merita, è stato un vero e proprio punto di riferimento per tutti. Per questo motivo ci sembrava doveroso ringraziarlo per quanto ha fatto nel corso di tutti questi anni".

La lapide in memoria

Come detto, il momento più importante del pomeriggio è stato lo svelamento di una lapide in pietra, apposta proprio all'ingresso della struttura. Un omaggio sentito, che rimarrà nel tempo.

"Gutta cavat lapidem: la goccia perfora la pietra - ha spiegato Emidio Colombo - Giancarlo era proprio così: una goccia che tutti i giorni, per anni, ha cercato di offrire il suo contributo alla comunità, portando il sorriso all'interno della struttura. L'ha fatto finché la malattia glielo ha concesso".

Classe 1944, Brioschi si è spento nel 2021 dopo una strenua lotta contro la malattia. Un coraggio che in tanti hanno voluto ricordare nel corso della cerimonia. Una cerimonia in cui non sono mancati i momenti di commozione, in particolare durante la lettura di una lettera scritta da uno dei più cari amici di Giancarlo.

"La malattia e la solitudine purtroppo fanno parte di luoghi come questo e Giancarlo l'aveva capito fin da subito, più di vent'anni fa. Da allora ha iniziato a frequentare questa struttura con l'intento di coadiuvare don Ambrogio Cereda, allora cappellano del Sanatorio. Fin da subito si era affezionato agli ospiti dell'Rsa, capendo che le cure sanitarie da sole non bastavano ad allieviare tutte le sofferenze, ma che occorreva tempo da dedicare per alleggerire la solitudine e per non far perdere loro l'aspetto umano e la dignità della persona".

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