Mentre il mondo corre verso una digitalizzazione totale e i suoi coetanei misurano il proprio valore in base a visualizzazione e like, il giovane Filippo Visalli di Villasanta ha deciso di staccare la spina. O meglio, non l’ha mai attaccata. A quattordici anni, nell’epoca in cui il primo smartphone viene regalato alla prima comunione, lui rappresenta una “anomalia analogica”, che sta riscoprendo cosa significhi vivere senza il filtro di un display.
“Cellulare e social? Macché!”
Già, perché Filippo non ha uno smartphone. E nemmeno social. Eppure, la sua vita è tutt’altro che vuota. Al contrario, la sua giornata è un mosaico di attività che sembrano appartenere a un’epoca passata. O forse a un futuro più consapevole. Del resto la scelta del giovanissimo villasantese non è una punizione imposta dai genitori, ma una scelta educativa ben precisa:
“Semplicemente riteniamo che a questa età non ne abbia bisogno – spiega mamma Barbara – Non c’è una reale necessità in questo momento: non deve averlo solo perché tutti i suoi coetanei ce l’hanno. E’ una scelta educativa che avevamo già deciso di adottare anche con Francesco, nostro figlio maggiore. E per ora sta dando i suoi frutti, perché a entrambi ha permesso di scoprire la loro indole più curiosa e appassionata rispetto al mondo che li circonda al di fuori di uno schermo freddo”.
Meglio l’uncinetto
Anche perché di passioni Filippo ne coltiva a bizzeffe. E di certo senza telefono non si annoia di certo. Anzi. La sua stanza è diventata un laboratorio creativo che in questi ultimi mesi è dedicata all’uncinetto. Un’arte scoperta praticamente per caso:
“Ha trovato i miei vecchi “ferri” in un armadio e si è lanciato – dice ancora la mamma – Io non sono mai stata molto brava, quindi si è messo in proprio”
Una passione che ha permesso a Filippo non solo di scoprire una dote innata, ma anche di ritrovare il piacere di frequentare le botteghe di paese:
“A Villasanta c’è un negozio che vende filati. E qui Filippo, ormai diventato di casa, ha trovato due ragazze straordinarie che lo hanno praticamente adottato. Non vendono solo il materiale per i suoi lavori, ma lo aiutano e lo consigliano, parlando anche del più e del meno. Insomma, grazie all’uncinetto ha scoperto anche un nuovo e colorato luogo di socialità”.

Richieste da tutta Italia
Il lavoro non gli manca. Dalle sciarpe alle coperte, le sue creazioni vanno a ruba. E non solo tra i parenti “che ormai indossano solo capi invernali fatti da Filippo”, ma in tutta Italia:
“Lui non ha profili social, ma io si. E attraverso alcune pagine Facebook in cui ho presentato i suoi lavori abbiamo ricevuto richieste persino dalla Sicilia”.
Un vulcano di passioni
Ma il ricamo è solo l’ultimo dei talenti esplosi da questo vulcano di entusiasmo ed energia di soli 14 anni. Perché oltre alla maglia c’è molto di più. Filippo ama gli scacchi, la matematica e i cubi di Rubik, su cui ha scritto persino un libro dedicato ai modi di risolverli. E poi colleziona cartoline e minerali; suona la chitarra elettrica, legge (e disegna) manga e progetta costruzioni che è un piacere. Non manca nemmeno lo sport: tra pallone e judo, di cui è cintura marrone, è anche un giovane campione di orienteering. Che altro? Beh, tra i fornelli se la cava niente male. E mentre i suoi coetanei ordinano cibo a domicilio tramite app, lui si butta sui libri di ricette: perché, in fondo, portare a tavola un dolce fatto a mano suscita emozioni che un “like” non potrà mai restituire. Con un curriculum del genere il telefono non può davvero che essere l’ultimo dei pensieri per Filippo. Che infatti non ne sente affatto il bisogno:
“Non è che sia scollegato dal resto del mondo. Anche io uso il computer e mi diletto con i videogiochi, come tutti i ragazzi della mia età. Se però qualcuno vuole vedermi sa dove trovarmi e mi cerca: non serve per forza Whatsapp o Facebook. In questo momento non credo che avere un telefonino sia una necessità, ecco. Preferisco investire il mio tempo in qualcosa di più creativo. E vi dirò che la vita lontano da uno schermo non è così male”.
Il “modello Filippo” funziona
Il suo caso, intanto, solleva una questione fondamentale: è possibile oggi un’adolescenza senza la mediazione tecnologica? Sebbene la tecnologia offra opportunità infinite, il “modello Filippo” suggerisce che la privazione dello smartphone possa agire come un catalizzatore per il talento e la concentrazione. E poi non parliamo di un eremita. Ma di un ragazzo che semplicemente, anche grazie alla sua famiglia, ha scelto di non essere un banale utente, ma un autore della propria vita.
“L’anno prossimo inizierò le superiori, mi sono iscritto a Finanza e Marketing – ci spiega – Un sogno nel cassetto? Ancora non ce l’ho, ma in compenso ho una scrivania bella piena. E senza telefonino”