Sportivo da record

Maglia tricolore e vittoria al Campionato Europeo: anno da incorniciare per Luigi Filipazzi

Percorre circa 25mila chilometri all'anno in bici, con punte di 500 chilometri settimanali nei periodi più intensi.

Maglia tricolore e vittoria al Campionato Europeo: anno da incorniciare per Luigi Filipazzi
Aggiungi Prima Monza alle tue fonti preferite

C’è chi, a 66 anni, pensa soprattutto a rallentare. E chi, invece, continua a macinare chilometri, affronta salite impegnative e si presenta alle gare con l’entusiasmo di sempre. Luigi Filipazzi appartiene decisamente alla seconda categoria. Per il ciclista di Bovisio Masciago che corre con i colori del team lecchese ASD Team Da-Tor/Isb, il 2026 è stato un anno da incorniciare: dalla conquista della maglia tricolore alla 54ª GranfondoMatildica di Reggio Emilia, dove si è laureato campione italiano FCI nella fascia 65-69 anni, alla vittoria di categoria al Campionato europeo Granfondo, con i colori della Nazionale italiana. A completare una stagione memorabile è arrivato il successo nella classifica generale del Circuito GranfondoSeriesGobik 2026, nella categoria Supergentlemen B. Decisiva, per mettere al sicuro il primato, la prova conclusiva della Tre Valli Varesine.

Un anno da incorniciare per Luigi Filipazzi, che a 66 anni continua a macinare chilometri

Tra le imprese più significative del ciclista di Bovisio Masciago c’è anche quella alla Nove Colli di Cesenatico: 200 chilometri e 3.814 metri di dislivello affrontati su un percorso particolarmente impegnativo, con la vittoria nella propria categoria e il 160° posto assoluto su migliaia di partecipanti. Risultati che si aggiungono a un palmarès di oltre 50 successi e numerosi piazzamenti sul podio. Nel 2021, Filipazzi aveva già conquistato un titolo italiano FCI su strada nella categoria Master 7, a Somma Lombardo.

Da ragazzo giocava a calcio nelle giovanili del Como

Eppure, la storia sportiva di Luigi non era cominciata in bici. “Da ragazzo giocavo a calcio, a metà anni Settanta, nelle giovanili del Como. La svolta è arrivata intorno ai 40 anni, dopo il matrimonio, quando ho scoperto il ciclismo. Prima con la mountainbike, poi con il passaggio su strada: un cambiamento che ha richiesto tempo per adattarsi”. Oggi la pensione gli permette di dedicarsi con continuità agli allenamenti. “Cinque giorni su sette, seguito da un preparatore. Percorro circa 25 mila chilometri all’anno, con punte di 500 chilometri settimanali nei periodi più intensi”.

Per il 2027 le gare saranno selezionate con attenzione particolare

Chilometri macinati in vista della prossima stagione agonistica: “Si parte come da tradizione con la Granfondo di Laigueglia, seguita dal Giro di Sardegna, un appuntamento fisso da anni. Il livello delle competizioni amatoriali continua a crescere: l’attenzione alla preparazione e alla nutrizione è sempre maggiore e tra i partecipanti non mancano ex dilettanti e professionisti”. Per il 2027 l’idea è selezionare con cura gli obiettivi. Oltre a Nove Colli e Giro di Sardegna, ci sono il leggendario Ötztaler in Austria e soprattutto la Maratona delle Dolomiti su percorso lungo. “Voglio scegliere le gare giuste perché anche l’esperienza insegna a dosare gli sforzi e a dare il giusto peso a trasferte e pericoli”.