Numeri

Meno cani in canile, ma l’emergenza sono gatti e altri animali

A fine anno 41 cani contro i 70 del 2024, ma 652 ingressi felini. Oltre 1.400 animali accolti in dodici mesi dalla sezione di Monza e Brianza

Meno cani in canile, ma l’emergenza sono gatti e altri animali

Dietro ogni numero c’è una storia: un abbandono, un recupero in strada, una cucciolata inattesa, una segnalazione arrivata nel cuore della notte. Il 2025 di Enpa Monza e Brianza, raccontato nel bilancio sociale «Un anno in numeri», restituisce la fotografia di un’attività intensa per il canile di via San Damiano, dove la vera emergenza non è più rappresentata dai cani.

Adozioni per i cani costanti

I cani presenti al 31 dicembre 2025 infatti erano 41, in netto calo rispetto ai 70 di fine 2024. Nell’arco dell’anno gli ingressi sono stati 175, ma le uscite hanno superato i nuovi arrivi: 204 in totale, di cui 96 adozioni. Un saldo positivo che ha consentito di alleggerire la pressione sulla struttura e di lavorare con maggiore attenzione sui casi più complessi, anche grazie al supporto degli educatori e dei volontari impegnati nel recupero comportamentale (gran parte degli ospiti canini che faticano ad andare in adozione sono i molossi, come amstaff, pitbull e similari, soprattutto se arrivano da situazioni complicate). Molto diversa la situazione sul fronte felino. Nel 2025 gli ingressi in gattile sono stati 652, con 630 uscite complessive e 213 adozioni.

A fine anno i gatti ospitati erano 79, in aumento rispetto ai 57 dell’anno precedente. Numeri che raccontano un flusso continuo e strutturale, legato in gran parte alle catture sul territorio, alle colonie feline e alle emergenze stagionali, in particolare nel periodo primaverile ed estivo. Le 325 sterilizzazioni effettuate nel corso dell’anno confermano quanto il lavoro di prevenzione sia centrale per contenere il fenomeno del randagismo felino. Eppure l’alto numero di ingressi dimostra anche quanto il problema sia ancora lontano dall’essere risolto e quanto sia necessario il coinvolgimento dei cittadini, sia sul fronte delle segnalazioni sia su quello delle adozioni.

Oltre ai felini, l’emergenza animali

Il 2025 è stato intenso anche per gli animali «diversi da cani e gatti»: 630 ingressi tra conigli, ricci, uccelli selvatici, rettili e piccoli animali da compagnia. I recuperi sono stati 589 e a fine anno erano 265 gli animali ospitati. Una parte meno visibile ma sempre più significativa dell’attività del rifugio, che negli anni si è trasformato in un vero punto di riferimento anche per la fauna selvatica ferita o per specie esotiche abbandonate. Non si tratta solo di accoglienza.

Dietro i numeri ci sono turni quotidiani, interventi veterinari, microchip, sterilizzazioni, consulenze post-affido, campagne di sensibilizzazione, progetti educativi nelle scuole e iniziative sul territorio. A sostenere tutto questo, una rete di volontari (236), operatori (7 retribuiti, di cui 6 impegnati presso il canile-gattile e 1 presso la sede operativa) e professionisti che ogni giorno garantiscono presenza e competenza. Accanto al lavoro diretto sugli animali, il bilancio sociale racconta anche il sostegno della comunità. Nel 2025 sono state 293 le famiglie coinvolte nel Progetto Famiglia a Distanza, con 468 adozioni a distanza attivate nell’arco dell’anno. Uno strumento che permette di prendersi cura di cani e gatti anziani, con problemi comportamentali o di salute, anche quando non è possibile accoglierli nella propria casa.

L’impegno contro i maltrattamenti

Non solo accoglienza e adozioni. Nel 2025 il Nucleo Guardie zoofile di Enpa Monza e Brianza ha ricevuto 201 segnalazioni di presunto maltrattamento e ha effettuato 249 sopralluoghi sul territorio. Sono stati emessi 76 ordini di servizio e presentate 3 denunce penali. Complessivamente 122 animali sono stati sequestrati o ritirati con l’aiuto delle forze dell’ordine. Un’attività che si inserisce in un contesto normativo profondamente cambiato. Nell’introduzione al bilancio sociale, il presidente Giorgio Riva richiama l’entrata in vigore, il 16 giugno, della Legge 82/25, nota come Legge Brambilla.

«La Legge rappresenta una svolta epocale e culturale», scrive Riva, sottolineando come attribuisca agli animali «una tutela diretta non più mediata dal sentimento di pietà dell’uomo nei loro confronti». Gli animali vengono riconosciuti come «esseri senzienti che diventano soggetti giuridici portatori di diritti» e la norma può essere applicata «in difesa di tutti gli animali». Il cambiamento, secondo il presidente, è soprattutto culturale: «Gli animali non potranno più essere trattati come “cose” ma come soggetti aventi diritti propri e questo, credetemi, è quello che sognavo da quando, oltre cinquant’anni fa, iniziavo il mio impegno animalista».