"Le istituzioni ci ascoltino"

Mirko Damasco continua la battaglia per la riapertura degli ospedali ai parenti, è al terzo giorno di sciopero della fame

"Vediamo se in questo paese per parlare con un ministro e mettere sul tavolo all'attenzione pubblica un tema bisogna farsi male"

Mirko Damasco continua la battaglia per la riapertura degli ospedali ai parenti, è al terzo giorno di sciopero della fame
Attualità Monza, 22 Luglio 2021 ore 17:28

Tre giorni di sciopero della fame, due chili persi e una battaglia ancora da vincere. Prosegue senza sosta il digiuno di Mirko Damasco, presidente della onlus monzese Salvagente, che martedì 20 luglio ha annunciato l'azione di protesta che andrà avanti fino a quando il ministro della Salute Speranza non darà risposte chiare in merito alla riapertura degli ospedali ai parenti.

Mirko Damasco continua la battaglia per la riapertura degli ospedali ai parenti

Un diritto fondamentale come sottolineato da Damasco a poche ore dall'inizio dello sciopero della fame. "Vediamo se in questo paese per parlare con un ministro e mettere sul tavolo all'attenzione pubblica un tema bisogna farsi male" - ha aggiunto oggi Damasco in un post su Facebook.

La petizione

Il presidente di Salvagente già da tempo ha avviato una petizione su Change.org per poter riaprire, in sicurezza, ospedali ed Rsa ai parenti. Petizione che nelle ultime ore ha raggiunto quota 18mila firme. Un tema sentito insomma anche a fronte delle decine di testimonianze ricevute e diffuse dalla onlus monzese in questi mesi. Storie di parenti lontani dai propri familiari ricoverati nelle strutture sanitarie, storie di neo mamme che in uno dei momenti più importanti della vita, la nascita di un figlio, non possono avere accanto i propri compagni. Storie di anziani ricoverati nelle Rsa che da mesi non possono abbracciare i propri familiari.

La petizione ha sì raccolto migliaia di firme, ha cambiato alcune cose, ma non tutte. Non a sufficienza, secondo Damasco. Ecco perché il presidente di Salvagente ha deciso di fare un passo in più con lo sciopero della fame, coinvolgendo la rete e chiedendo a chi se la sentisse di aderire, per sole 24 ore, al digiuno, per dare maggiore risonanza alla sua richiesta.

La rete può fare di più

La rete, coinvolta, non ha risposto come ci si aspettava. E Chiara Larcher, mamma monzese e sostenitrice di Salvagente, si dice delusa "Nessuno, e dico Nessuno, si è schierato al fianco di Damasco. 4 condivisioni in croce e stop. Sono NERA! Tutti bravi a parlare, a dare pacche sulle spalle, a dire "bravo Salvagente" e poi quando c'è da agire, TUTTI a nascondersi! Riflettiamoci bene - conclude la Larcher -  perché, ancora una volta, qualcuno ci sta insegnando qualcosa. In questo caso un uomo, un uomo soltanto...".

 

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