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Monza svela i suoi palazzi delle archistar

Sono state apposte 25 targhe sugli edifici di pregio "firmati dai maestri"

Monza svela i suoi palazzi delle archistar
Attualità Monza, 15 Ottobre 2021 ore 14:01

Palazzi "firmati" da grandi architetti, spesso all'insaputa anche di chi ci vive o li frequenta. Da qui l'idea  dell’Amministrazione Comunale e dell’Ordine degli Architetti di Monza e Brianza di apporre targhe su 25 edifici degni di pregio in città così da divulgarne l'importanza e la storia.

Architettura in una targa

E' stato presentato oggi, venerdì 15 ottobre 2021, in Comune il progetto «AMM Architetture Moderno Monza» volto a valorizzare alcune architetture del Novecento «firmate» dai grandi architetti contemporanei. Da Angelo Mangiarotti a Gio Ponti, da Luigi Caccia Dominioni a Justus Dahinden. Sono numerosi a Monza gli edifici «firmati» da alcuni dei più importanti «Maestri» dell’architettura moderna. Ne sono stati  individuato 25, costruiti tra il 1922 e 1976, progettati da alcuni dei più importanti architetti dell’epoca. «Questo progetto – spiega il sindaco Dario Allevi – vuole offrire ai cittadini una prospettiva nuova per scoprire o riscoprire alcuni edifici di Monza dall’importante valore architettonico e culturale, attraverso delle targhe “interattive”. Gli edifici scelti sono le pietre miliari di una mappa virtuale dell’architettura moderna monzese». Aggiunge l'assessore Martina Sassoli: «L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini alla tutela e alla salvaguardia del proprio territorio perché siamo convinti che l’identità di una comunità nasce e si consolida anche intorno al tessuto urbano».

La Monza moderna

Davanti ad ogni edificio è stata posizionata una targa in metallo che riporta la denominazione dell’architettura, il nome dei progettisti e l’epoca o il periodo di realizzazione. Attraverso lo smartphone e il sistema Rfid (Radio frequency identification), sarà possibile collegarsi alla scheda pubblicata sul sito dell’Ordine degli Architetti che racconta la storia di quell’edificio.  Fino agli inizi degli anni Trenta a Monza dominava lo stile Liberty. Nel ventennio tra le due guerre il centro storico della città subisce una radicale trasformazione sulla scia dei criteri monumentali dell’epoca. Durante la guerra a Monza emerge con forza il tema della “discontinuità” già evidente con i primi esempi di architettura razionalista e vengono realizzati alcuni significativi esempi di architetture contemporanee caratterizzate da una «rottura consapevole» con il contesto urbano. È la nascita dello stile del «Movimento Moderno».

La volontà di salvaguardia

Riconoscere e a valorizzare l'architettura moderna a Monza è fondamentale, secondo il presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. Enrica Lavezzari: «In linea con i contenuti della Convenzione Europea per il Paesaggio, abbiamo la finalità  di mettere a fuoco il tema del Paesaggio urbano, come risorsa finora non compiutamente valorizzata, per sensibilizzare ed educare i cittadini alla tutela e alla salvaguardia del proprio territorio. Cogliendo lo spunto della pubblicazione divulgativa “Monza architetture contemporanee” edita dal Comune di Monza nel 2018, la Commissione Cultura dell'Ordine e l'Amministrazione si sono impegnati a condurre una specifica attività d’individuazione degli edifici più emblematici presenti sul territorio di Monza – alcuni dei quali opera di progettisti di chiara fama nel panorama dell’Architettura contemporanea – costruiti nel Novecento, con particolare riguardo alle realizzazioni moderne, con l’obiettivo di documentarle adeguatamente, per una più attenta valorizzazione degli stessi. Gli edifici contrassegnati dalla targa diventano così pietre miliari di un “percorso” o di una “mappa virtuale” dell'architettura moderna monzese».

Dove sono le targhe

Ecco gli edifici scelti: l'edificio residenziale «La Balossa» (arch. Angelo Mangiarotti - 1972), edificio industriale «Elmag S.p.A.» (arch. Angelo Mangiarotti - 1964), centro di controllo RAI (arch. Gio Ponti, Alberto Rosselli e Antonio Fornaroli – 1950/1954), edificio residenziale via Spreafico (arch. Gio Ponti, Alberto Rosselli e Antonio Fornaroli - 1961), Chiesa di San Biagio (arch. Luigi Caccia Dominioni – 1963/1968), palazzo Oxford (arch. Luigi Caccia Dominioni - 1963), edificio residenziale via Cesare Battisti (arch. Luigi Caccia Dominioni - 1970), edificio residenziale via Albinoni (arch. Luigi Caccia Dominioni – 1963/1694), complesso «Edilparco» (arch. Luigi Caccia Dominioni – 1964/1966), complesso parrocchiale Chiesa di San Giuseppe (arch. Justus Dahinden – 1972/1976), edificio residenziale largo Esterle (arch. Camillo Magni - 1963), edificio residenziale «Le Grazie Vecchie» (arch. Camillo Magni - 1963), edificio residenziale «Grattacielo Domus» (arch. Pino Galimberti - 1955), edificio residenziale via Liguria (arch. Drugman Fredi – 1959/1963), edificio residenziale via Toscana (arch. Drugman Fredi – 1957/1959), complesso parrocchiale San Pio X (arch. Gustavo e Vito Latis – 1971/1975), edificio residenziale via Passerini (arch. Piero Borradori - 1935), edificio industriale «ICAR S.p.A.» (arch. Piero Portaluppi - 1960), quartiere «INA» (arch. Vittorio Faglia, Mauro Terzaghi e Augusto Magnaghi – 1955/1955), edificio residenziale via Zanzi (arch. Vittorio Faglia - 1953), complesso scolastico scuola «De Amicis» (arch. Luigi Ricci – 1961/1964), complesso parrocchiale Chiesa di Cristo Re (arch. Luigi Ricci - 1966), complesso scolastico «Preziosissimo Sangue» (arch. Arturo Peverelli – 1964/1968), edificio residenziale largo XXV Aprile (arch. Luigi Bartesaghi - 1935), edificio industriale «Cotonificio ex Fossati» (arch. Piero Portaluppi - 1922).

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