équipe di professionisti a supporto

Nasce la Centrale Operativa Territoriale Integrata: un supporto in più per le persone fragili

Attualmente sono operative due sedi a Usmate e Giussano. E' in previsione l’apertura di due ulteriori sedi, a Lissone e Desio.

Nasce la Centrale Operativa Territoriale Integrata: un supporto in più per le persone fragili
Attualità 17 Giugno 2021 ore 11:57

Un progetto unico in Brianza: è nata sul territorio che afferisce ad ASST Brianza, la COTI ovvero la Centrale Operativa Territoriale Integrata. Il progetto ha preso corpo con la collaborazione di ATS e dei Comuni e “rappresenta – osserva Guido Grignaffini, Direttore Socio Sanitario dell’ASST della Brianza - una risposta a
tutte le persone con importanti fragilità sanitarie e sociali, che spesso si trovano sole ad affrontare i propri problemi. L’attuale rete dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali è certamente molto presente e capillare.
Tuttavia - aggiunge Grignaffini - si segnala una difficoltà, spesso a carico della famiglia, nell’accedere ai servizi e nel ricomporre e mettere in rete tutte le risposte necessarie”.

Nasce la Centrale Operativa Territoriale Integrata

Nella Centrale Operativa lavora una équipe di professionisti: infermieri di famiglia, assistenti sociali dell’ASST e degli Ambiti Territoriali, che si possono avvalere – se necessario - anche della consulenza di specialisti (il fisiatra, ad esempio, o il neurologo, il geriatra, l’internista). Questo team lavora in modo integrato con il medico o il pediatra di famiglia, chiamati a segnalare situazioni di grave criticità sociali e socio sanitarie, ad intercettare precocemente e a riferirle alla COTI, situazioni di possibile rischio.

Ma lavora anche in costante raccordo con i servizi che si occupano di fragilità, l’Assistenza Domiciliare Integrata, le Dimissioni Protette, i Servizi Sociali, etc.
In Centrale viene poi definito e organizzato un progetto assistenziale su misura del soggetto, di cui farsi carico, integrando servizi e risposte sanitarie e sociosanitarie ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia.

Un modello di integrazione

Un professionista della COTI ovvero un case manager, come dicono i tecnici (l’infermiere di famiglia, piuttosto che l’assistente sociale) si impegnerà e opererà perché il progetto si realizzi concretamente.
“La COTI – spiega il Direttore Socio Sanitario dell’ASST – è il nostro modello di integrazione, per non lasciare mai solo il cittadino fragile, per accompagnarlo il più possibile”.

Attualmente sono operative 2 sedi COTI ad Usmate e Giussano; è in previsione l’apertura di due ulteriori sedi, a Lissone e Desio.

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