Attualità
La struttura dei Cai Seregno

Negrini lascia il rifugio Longoni dopo quasi trent'anni di attività

Il presidente del Cai: «Rispettiamo la sua decisione e stiamo cercando un sostituto».

Negrini lascia il rifugio Longoni dopo quasi trent'anni di attività
Attualità Seregnese, 22 Gennaio 2022 ore 17:00

A partire dall’inizio di gennaio Elia Negrini ha lasciato la gestione del rifugio Longoni del Cai Seregno, in Alta Valmalenco. Era subentrato nel 1995 a Luciano Schenatti, figlio di Giacomo, il primo a occuparsi del rifugio a partire dall’apertura nel 1938.

Negrini lascia il rifugio Longoni dopo quasi trent'anni di attività

«A Negrini va il nostro doveroso ringraziamento per gli anni che ha passato con noi e il lungo rapporto di collaborazione - commenta il presidente della sezione locale del Cai, Giorgio Leoni - Ha sempre assicurato l’apertura ininterrotta del rifugio, anche in questi ultimi anni con tutte le difficoltà legate alla pandemia. Da quest’estate parlavamo dell'ipotesi che Negrini abbandonasse, ma gli abbiamo lasciato il tempo di decidere con calma, rispettando la sua decisione».
I momenti condivisi con Negrini sono tanti. «L’ho conosciuto nel 2016, l’anno in cui sono diventato presidente. Uno dei ricordi più belli è proprio quell’anno una ciaspolata in notturna al passo di Campagneda, molto piacevole alla luce della luna, guidata da Elia che è un grande conoscitore di quei luoghi».

Con gli anni è cambiata la fruizione della montagna

«È aumentata la parte burocratica e legata all’accoglienza, sono sempre di più gli escursionisti da un giorno che vengono in montagna per la compagnia e un piatto di pizzoccheri. Implementeremo, infatti, questo aspetto per prepararci ad aprire a luglio e festeggiare in grande il centenario della nostra sezione».
Nei quasi trent’anni come gestore del rifugio, Negrini è diventato «un’istituzione» per gli escursionisti.

Classe 1959, è nato a Caspoggio ma vive a Sondrio ed è guida alpina da quando aveva 22 anni con i due figli, cresciuti con lui al Longoni. La montagna è la sua passione. Ha iniziato a lavorare come rifugista al rifugio Porta ai Pian dei Resinelli ed è subentrato nella gestione della struttura del Cai dopo il pensionamento di Schenatti, grazie ad alcuni soci.

Si cerca un nuovo gestore

In un’intervista ha ricordato con particolare piacere i festeggiamenti molto partecipati per il 60esimo anniversario, nel 1998.
Il prossimo passo sarà trovare un nuovo rifugista. «Stiamo spargendo la voce in valle per capire se c’è qualcuno interessato e apriremo un bando - spiega Leoni - Vorremmo trovare un sostituto non oltre la fine di aprile, in modo che possa prendere familiarità con il rifugio per la stagione estiva. L’ideale sarebbe qualcuno che conosca la montagna e possa fare da sostegno e supporto agli escursionisti, ma anche in grado di gestire la cucina e l’accoglienza».

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