Attualità
Carate Brianza

Non riesce a vendere l’edicola... quasi la regala

La provocazione di Gianfranco Coffani, titolare del chiosco in via Donizetti: vuole andare in pensione ma non trova il giusto sostituto.

Non riesce a vendere l’edicola... quasi la regala
Attualità Caratese, 24 Luglio 2022 ore 16:00

E’ disposto anche a regalare la sua edicola, magari ad uno straniero che ha «fame di lavoro» e spirito imprenditoriale, oppure ad giovane che apprezzi davvero il lavoro dell’edicolante e le potenzialità che questo tipo di impresa può offrire.

Non riesce a vendere l’edicola... quasi la regala

Quella di Gianfranco Coffani è certamente una provocazione, ma esprime in sintesi quello che è il suo pensiero, oggi, sull’idea di lavoro, in particolare per molti giovani.

«Non hanno molta voglia di lavorare e hanno paura di impegnarsi e rischiare con un’attività in proprio, ma sbagliano, perché ci sono tanti vantaggi e grosse potenzialità. E’ opinione comune che le edicole, con il crescente aumento delle notizie online siano destinate a sparire, ma non è così. In edicola non ci sono solo giornali e riviste, oggi si può vendere di tutto, basta avere idee, e credere nella propria attività», racconta dal suo chiostro in via Donizetti.

Edicola in vendita da un anno e mezzo

La sua edicola è in vendita da un anno e mezzo, ma ancora nessuno davvero interessato si è fatto avanti e il proprietario ne è molto dispiaciuto: non vede quel desiderio di fare e di crescere che ha avuto lui, tanti anni fa.
«Ci sono state delle proposte: cinquantenni che hanno perso il lavoro, ma che non hanno lo stimolo giusto per diventare piccoli imprenditori, quello stimolo che consente di trovare il minimo coraggio di buttarsi in un’impresa individuale - spiega - Ho intrapreso questa attività 18 anni fa e amo molto il mio lavoro, ho deciso di smettere, perché mia moglie è andata in pensione, non abbiamo figli e vogliamo un po’ goderci la vita. I fatturati sono buoni, e continueranno ad esserlo se chi entrerà dopo di me, avrà voglia di lavorare e di mettersi in gioco. Questa è un’attività senza rischio, perché c’è il diritto di resa. La mia edicola ha un grande potenziale, ma noto tra chi si dimostra interessato all’acquisto una scarsa attitudine all’impresa, ecco perché vorrei tanto che si facesse avanti un giovane motivato davvero, sarei quasi disposto a “svenderla”, a regalarla.... Oggi tutte le attività stanno finendo in mano agli stranieri, perché sono più inclini all’imprenditoria, a rischiare. Se le edicole chiudono, non è per mancanza di fatturato, è per mancanza generazionale, per mancanza di coraggio e di un minimo di spirito di sacrificio: fa più comodo vivere alle spalle dei genitori, o meglio ancora percepire un’indennità sociale».
Coffani è pronto a tramandare tutto il suo sapere e anni di esperienza, ma a quanto pare non c’è davvero una gran «fame» di lavoro in giro...

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